Allegrino ricusa il giudice: ha troppa fretta

Il processo per i soldi spariti alla Confcommercio, istanza dell’ex presidente in Corte d’Appello
CHIETI. Allegrino contro il giudice Allieri. L’ex presidente di Confcommercio Chieti Angelo Allegrino ricusa il giudice Isabella Allieri che presiede il processo a suo carico per appropriazione indebita dei soldi dell’associazione di categoria. La domanda di ricusazione è stata presentata lo scorso 2 ottobre alla Corte d’Appello dell’Aquila. Ieri invece c’è stata la nuova udienza del processo.
Secondo l’imprenditore frentano di 74 anni, la Allieri «ha adottato comportamenti anomali, non rispondenti a logica, buon senso e giustizia», si legge nell’istanza. Il riferimento è a due udienze (quelle del 28 gennaio e del 29 settembre) in cui ha inviato due certificati medici chiedendo di far slittare il processo perché non poteva assistervi per motivi di salute. Ma la Allieri ha fatto continuare lo stesso l’udienza non giudicando sufficiente l’impedimento. A quel punto in entrambe le udienze il collegio difensivo, composto dagli avvocati Ivan Notaristefano e Silvano Di Paolo, ha rinunciato alla difesa, «per evitare che il processo si svolgesse di fatto in assenza del sottoscritto», scrive Allegrino. Il giudice, dopo la prima rinuncia all’incarico, ha deferito i due avvocati al Collegio di disciplina professionale, che poi ha chiuso il caso con una archiviazione. L’accusa che Allegrino fa alla Allieri è di voler «chiudere al più presto la pratica» e per questo di non sentirsi adeguatamente garantito.
A seguito dell’istanza di ricusazione, Di Paolo e Notaristefano, ieri mattina in aula insieme allo stesso Allegrino, hanno chiesto il rinvio. Una richiesta a cui si è opposto il pm Giuseppe Falasca e che il giudice ha rigettato, visto che, norme alla mano, il giudice ricusato non può decidere la sentenza ma può portare avanti il processo. Si è continuato così ad ascoltare i testimoni.
La testimonianza più pesante contro l’ex presidente di Confcommercio è stata quella di una funzionaria dell’associazione di categoria che si è occupata anche di contabilità e ha parlato di «spese non rendicontate» effettuate dall’ex presidente attraverso carte intestate alla Confcommercio. Secondo la procura l’ex presidente avrebbe utilizzato in maniera “allegra” le carte intestate all’associazione di categoria, usandole, ad esempio, per pagare «viaggi aerei per sé e propri famigliari, gioco d'azzardo e reiterati rifornimenti di carburante e spese di ristorazione». (a.i.)

