«Allevamento insalubre», ma il Tar dice no allo sgombero

16 Gennaio 2016

PAGLIETA. L’allevamento di mucche vicino alle case resta al suo posto. Il Tar di Pescara ha accolto il ricorso presentato dal titolare di un’azienda agricola, A.D.O., rappresentato dall’avvocato...

PAGLIETA. L’allevamento di mucche vicino alle case resta al suo posto. Il Tar di Pescara ha accolto il ricorso presentato dal titolare di un’azienda agricola, A.D.O., rappresentato dall’avvocato Luigi Toppeta, contro il Comune per l’annullamento dell’ordinanza con la quale il sindaco Nicola Scaricaciottoli ordinava lo sgombero, per motivi igienico-sanitari, dell’allevamento animale, nonché la pulizia e la bonifica del sito stesso.

Nell’ordinanza si contestavano all’allevatore «violazioni in materia ambientale» per la dispersione di liquami della concimaia che filtravano lungo le aree agricole limitrofe per arrivare fino alla strada, la «totale carenza dei minimi requisiti di igiene e la carenza strutturale dei ricoveri in ordine al rispetto delle norme sul benessere animale» e il fatto che «l’area interessata dall’insediamento zootecnico ricade oggi interamente nel centro abitato» con rischi per la salute pubblica.

«Il ricorso è stato accolto perché mancano i presupposti dell’urgenza e della contingibilità», spiega Toppeta, «tali da giustificare l’ordinanza di sgombero. L’ordinanza non evidenzia in alcun modo dove risieda il concreto pericolo per la salute pubblica e l’ambiente, che non sia fronteggiabile con gli strumenti ordinari».

In quanto alla «totale carenza dei minimi requisiti di igiene», di per sé non implica che l’intero insediamento, che si trova in una contrada, in quanto tale costituisca un pericolo per la salute pubblica. Nulla da dire sull’ordine di allacciare gli scarichi domestici alla fognatura pubblica e di pulire e bonificare il sito. (t.d.r.)

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