Alloggi popolari nel degrado: «Invivibili per i miei 4 bimbi»

CHIETI . Madre, padre e quattro figli piccoli in un mini appartamento di tre stanze (camera da letto, cucina e bagno), tra crepe, muri scrostati, muffa e topi che scorrazzano in cortile. È la...
CHIETI . Madre, padre e quattro figli piccoli in un mini appartamento di tre stanze (camera da letto, cucina e bagno), tra crepe, muri scrostati, muffa e topi che scorrazzano in cortile. È la situazione che vive Vanda Boccia, giovane mamma di origine napoletana, che da quattro anni vive in una cosiddetta “casa-parcheggio” con la promessa che sarebbe andata via presto. «È una situazione invivibile», dice la giovane mamma, «abbiamo chiesto più volte al Comune di darci una casa decente. Non lo dico tanto per me e per mio marito. Se fossimo solo io e lui, sarei disposta a vivere anche in macchina, ma sto portando avanti questa battaglia soprattutto per i miei figli. È per loro che sono disposta a tutto, perché hanno diritto a vivere in una condizione più dignitosa». La casa si trova in via Albanese 41.
La palazzina è tristemente nota perché a novembre dell’anno scorso è stata teatro dell’omicidio di un suo inquilino, il 40enne Francesco Ciammaichella. La giovane mamma dice di aver contattato più volte l’assessore comunale alle politiche della casa, Enrico Raimondi, e la funzionaria Paola De Rossi. Ma le sue richieste sono rimaste inascoltate. «Sono passati più di 4 anni e noi siamo ancora qua», lamenta la donna, «nel frattempo sono nati i miei figli, la più grande ha 4 anni, la più piccola 5 mesi. Ho le foto dei topi che i miei figli incontrano appena aprono il portone di casa. Ieri qui sotto ce n’erano due morti. Non so neanche dove portare a giocare i miei bambini in mezzo a questa situazione di degrado. Mio marito si arrangia con lavori a chiamata facendo enormi sacrifici, io mi occupo dei miei bambini, ma la situazione è diventata insostenibile».
Quando sono arrivati a Chieti, Vanda e il marito sono stati aiutati da Luca Fortunato che alla Civitella gestisce con l’Associazione Papa Giovanni XXIII il centro d’accoglienza della Casa di Betlemme, poi però hanno dovuto rivolgersi al Comune, che ha nell’Ufficio casa uno dei suoi punti deboli. Tante sono le lamentele degli inquilini.
L’amministrazione si è messa subito a lavoro per trovare fondi per la ristrutturazione delle case popolari, ma ci vuole tempo. E Vanda e i suoi bambini di tempo ne hanno passato fin troppo nelle case parcheggio di via Albanese. (a.i.)
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