Alpini e cavalli per l’addio al gommista

31 Maggio 2016

San Salvo, piazza e chiesa gremite ai funerali di Antonini morto 13 giorni dopo l’incidente con la moto

SAN SALVO. “Luciano amico è”. Recitava così uno degli striscioni sistemati ieri pomeriggio davanti alla chiesa di San Giuseppe. Uno dei tanti messaggi per salutare per sempre Luciano Antonini, il gommista di 40 anni morto a causa delle ferite riportate in un incidente in moto. E Luciano Antonini di amici ne ha lasciati davvero tanti, a giudicare dal fiume di persone che lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio.

Più di un migliaio i cittadini che hanno partecipato ai funerali insieme ai rappresentanti del gruppo di appassionati di equitazione, ma anche del club della vespa “La veloce”, di cui Antonini faceva parte, gli alpini e una trentina di associazioni con cui collaborava anche in iniziative umanitarie.

Perché, a detta di tutti, Luciano Antonini era “un buono”. Una persona dal sorriso contagioso che cercava di consolare e, se possibile, aiutare tutti. Il corteo funebre preceduto da una carrozza trainata da due cavalli e dai figli di Antonini in sella ad altri due cavalli, dopo una sosta allo stadio Pietro Mennea ha imboccato la via per la chiesa. Il corteo è arrivato puntuale sul sagrato alle 16. Indescrivibile il dolore della moglie. Sulla porta della chiesa un grande cuore e accanto la scritta “Sarai sempre nei nostri cuori”.

La bara è stata portata sull’altare a spalla dagli alpini accompagnati dal suono mesto delle campane. Eloquente la dedica che uno dei tantissimi amici ha postato su facebook. “A cosa pensi in questi momenti? A cosa vuoi pensare.Questa vita è ingiusta. Tu sei dentro quella bara e tu che eri un vulcano sempre attivo ora ci puoi solo guardare da lassù. Non bastano le lacrime non bastano le parole. Non c’è nulla che riesce a giustificare il vuoto che hai lasciato. Fai buon viaggio cowboy. Mancherai tantissimo a tutti noi....ciao Luciano”. (p.c.)

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