Altera il tachigrafo del camion 25enne multato e denunciato

24 Agosto 2018

TORINO DI SANGRO . Il tachigrafo era alterato per poter eludere i controlli e guidare per ore senza rispettare le pause previste dalla legge. Per un giovane camionista di origine albanese e residente...

TORINO DI SANGRO . Il tachigrafo era alterato per poter eludere i controlli e guidare per ore senza rispettare le pause previste dalla legge. Per un giovane camionista di origine albanese e residente in Puglia scattano la sospensione della patente, la multa da duemila euro e la denuncia per omissione dolosa di cautela contro gli infortuni sul lavoro. Il camionista, 25 anni, è incappato nei controlli disposti dal comandante della polizia stradale di Chieti, Fabio Polichetti, sui mezzi pesanti che trasportano merce. L’autotrasportatore partito da Brindisi è stato fermato all’altezza di Torino di Sangro.
La pattuglia si è accorta della stanchezza del camionista oltre che del suo nervosismo. Gli agenti hanno avviato i controlli sul cronotachigrafo installato sul mezzo per verificare il rispetto dei tempi di guida e di riposo imposti dalla legge per chi esercita il trasporto professionale. Dai controlli è venuto fuori che, nonostante il mezzo al momento dell’alt degli agenti della Polstrada fosse in movimento, dalla lettura del tachigrafo risultava a riposo. Alla richiesta di spiegazioni, l’autista ha ammesso di aver acquistato un dispositivo elettronico che consentiva di alterare la funzionalità del tachigrafo per poter guidare per ore senza pause, ingannando eventuali controlli. La Stradale ha scortato il mezzo fino alla officina meccanica più vicina, per risistemare il dispositivo elettronico. Al ragazzo, che è stato denunciato alla magistratura, è stata fatta una multa di duemila euro e per tre mesi gli è stata sospesa la patente di guida. Da inizio anno sono oltre 400 le sanzioni fatte dalla polizia stradale ad altrettanti autotrasportatori che non rispettavano i tempi di guida e di riposo imposti dalla legge o che, in maniera fraudolenta, hanno cercato di alterare i dispositivi. «Un raggiro», ricorda il comandante Polichetti, «che rappresenta un vero e proprio pericolo per la sicurezza stradale sia di chi commette il reato che degli altri utenti della strada». (p.c.)