Alto vastese, una nuova scuola per 6 paesi

Ok dal Miur: sarà realizzata a Celenza sul Trigno e finanziata con 4,5 milioni. Ospiterà 305 studenti
CELENZA SUL TRIGNO . Via libera da parte del Ministero dell’istruzione al progetto del polo scolastico unico nell’alto vastese. L’intervento, dell’importo di 4.573.572 di euro, ha lo scopo di arginare lo spopolamento e rientra nell’ambito della Strategia delle aree interne del Basso Sangro Trigno. Il progetto vede coinvolti i comuni di Celenza sul Trigno, Carunchio, San Giovanni Lipioni, Torrebruna, Palmoli e Tufillo appartenenti all’Istituto comprensivo di Castiglione Messer Marino e prevede la chiusura dei plessi esistenti. Esprime soddisfazione il sindaco di Celenza sul Trigno, Walter Di Laudo: «È un obiettivo comune che, insieme agli altri sindaci, abbiamo perseguito e raggiunto», afferma, «una scuola nuova ma soprattutto innovativa nella didattica, nell’utilizzo di nuove tecnologie, nella riformulazione degli spazi, nel rapporto con le comunità di riferimento per garantire a tutti pari opportunità e un’istruzione dignitosa. La realizzazione del nuovo plesso scolastico avrà grande impatto anche sulla viabilità dell’intera area in quanto sono previsti interventi mirati». La nuova struttura sarà realizzata nel Comune di Celenza sul Trigno in località Chiancate, in un luogo isolato, in aperta campagna, e in una posizione baricentrica rispetto ai comuni interessati e potrà ospitare un massimo di 305 studenti.
«La realizzazione della nuova struttura», sottolinea l’assessore regionale all’edilizia scolastica Guido Liris, «rientra nell’ambito degli investimenti nelle aree interne di scuole innovative da un punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica. La Regione esprimerà parere favorevole e finanzierà gli arredi. Adesso è fondamentale che si arrivi il prima possibile alla fase cantierabile».
«Il Plesso scolastico unico», continua l'assessore Mauro Febbo, «costituisce un esempio di eccellenza a livello nazionale, così come riconosciuto anche nel corso degli incontri di condivisione della Strategia con il Comitato nazionale per le aree interne e i ministeri interessati, in quanto dovrà rappresentare un prototipo di edilizia scolastica avveniristica e di scuola innovativa in cui le funzioni della didattica si legano alla vita culturale e sociale della comunità. L’intervento si basa sulle indicazioni previste nelle “Linee Guida della Buona Scuola per le Aree interne” nelle quali emergono alcune criticità relative all’istruzione nelle aree interne. In particolare l’organizzazione del servizio scolastico che è retto su numeri piccoli e che interessa sia il corpo docente sia gli alunni e che sono accentuati dall’elevata frammentazione dei plessi».
Serena Colecchia

