Altre accuse per la giunta in bilico
Ortona. Il gruppo “Città ideale”: Sorgetti e Rabottini rieletti grazie al sindaco
ORTONA. Il destino dell’amministrazione guidata da Leo Castiglione è incerto. La prova del nove sarà il bilancio. Intanto, si accende il dibattito tra i gruppi consiliari. Questa volta intervengono gli esponenti di “Città ideale” che conta tre consiglieri comunali Saul Montebruno, Desirè Ferraioli e Katia Bolletta, in capo al vicesindaco Cristiana Canosa, in risposta a quanto asserito dai consiglieri Antonio Sorgetti e Simona Rabottini di “Città che amo”. «Una situazione incresciosa da parte di Sorgetti e Rabottini, che per quasi sei anni sono stati nostri compagni di viaggio. Se fosse stato davvero tutto sbagliato perché ricandidarsi con Castiglione solo pochi mesi fa? Grazie al loro lavoro, al lavoro del sindaco, della giunta e di tutti i consiglieri sono stati rieletti, questa è la verità», tuonano. E continuano: «Una lista infinita di interventi da loro promossi a San Donato e Foro, loro zone di provenienza. Senza contare il grande aiuto dato, per la loro rielezione, da parte dei candidati della loro lista di appartenenza, oggi rinnegati e ignorati senza un minimo di rispetto».
Per il gruppo di Canosa, il sindaco si è dimesso perché amareggiato dall’atteggiamento dei suoi consiglieri, ma poi il senso di responsabilità ha prevalso rispetto ai giochini e ai posizionamenti. «”Città che amo” ossia “città dei pretesti” non tiene in considerazione il futuro della città ma unicamente risibili ambizioni personali», si legge nella nota. Infatti, per i rappresentanti di “Città ideale”, Castiglione ha cercato in tutti i modi, di ricucire. «In fondo si parla», spiegano, «di due assessorati, lavori pubblici e urbanistica/ambiente. Nel corso degli incontri anche su queste richieste si è data ampia disponibilità a patto che i nomi andassero a migliorare l’attuale giunta. I nomi non sono mai arrivati». Sulla questione commissariamento puntualizzano: «Rabottini e Sorgetti sono arrivati a dichiarare che è meglio un commissario prefettizio che il sindaco che loro hanno sostenuto fino a Carnevale. Sappiamo tutti, anche loro, che non è così». E chiosano: «Noi non rinneghiamo il cammino percorso insieme ma ci chiediamo se una vendetta politica vale più di Ortona». (b.p.)
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