Altre grane per la giunta Debiti per mezzo milione

8 Agosto 2017

Approvate spese per lavori extra, poi scoppia la bagarre: seduta rinviata Di Paolo: «Manutenzioni ordinarie fatte passare per opere d’urgenza»

CHIETI. Consiglio comunale incandescente quello di ieri: dopo l'approvazione del conto consuntivo 2016 del Comune tra le proteste della minoranza e nonostante il parere negativo dei Revisori dei conti, c’erano in ballo il riconoscimento di diversi debiti fuori bilancio, che in tutto ammontano a circa 550 mila euro per opere d'urgenza e somma urgenza solo per quanto riguarda riparazioni su infrastrutture ed edifici comunali. Sul piatto anche la salvaguardia degli equilibri di bilancio del 2017 - su cui sempre i revisori hanno bacchettato il Comune - e l'approvazione del regolamento per la mensa scolastica. Di questi ultimi due punti alla fine non si parlerà, ché dopo poche ore dall'inizio dell’assemblea il numero legale è saltato. E così ad essere approvata è stata solo una delibera su sei inerente ai debiti in gioco, quella per il “riconoscimento e finanziamento di debiti fuori bilancio relativi a lavori d'urgenza eseguiti dalla ditta Termotecnica Teatina srl di Chieti e Alfasercur srl di Chieti". Tutto il resto è rinviato a domani, ma quello che è comunque saltato agli occhi - in primis al consigliere di Giustizia Sociale Bruno Di Paolo - è stata la voce "servizio di assistenza e manutenzione ordinaria di tutti gli impianti termici comunali nel periodo 1/6/2010 - 31/12/2010, per complessivi euro 18.136,27". Di Paolo sbotta: «Si tratta di correttezza degli atti. Ci sono fatture relative anche al 2009 per lavori che nulla hanno a che vedere con somme urgenze». Tra interpretazioni su interpretazioni per comprendere oltre quale limite di tempo un debito del genere finisca in prescrizione, gli uffici e l'assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice rassicurano che è tutto in regola. Nella bagarre viene rigettato dapprima un emendamento presentato dal consigliere de L'Altra Chieti-Sinistra Italiana Enrico Raimondi, che intendeva inserire «l'obbligo per gli uffici preposti di verificare se effettivamente esista un danno erariale per l'Ente». Più avanti una sospensione della seduta, richiesta dal consigliere Udc Mario De Lio che poi, con il forzista Marco D'Ingiullo, presenta un altro emendamento: tra le altre cose bisogna garantire pure «verifiche sulla correttezza delle procedure nella gestione dei lavori» nonché sull'affidamento alle ditte delle opere «garantendone la più ampia partecipazione» anche in regime «di somma urgenza sotto soglia». «Un emendamento perfettamente inutile. Si constata che gli stessi dipendenti comunali non rispettano le regole» commenta Raimondi, mentre Alessio Di Iorio del Pd fa notare come «si stia dando così la colpa di ciò che accade ai dipendenti comunali, di cui voi stessi non vi fidate». »Prendiamo solo atto di un obbligo: quello di essere trasparenti» risponde Marco Russo (Udc) mentre D'Ingiullo ricorda come «si stia demandando al segretario generale di far accertare la correttezza delle procedure». «Questi dovrebbero essere iter normali» ricorda il consigliere a 5 stelle Ottavio Argenio «l'opposizione, piuttosto, aveva già chiesto di accertare gli affidamenti diretti alle ditte». Ma la delibera emendata passa con i voti della maggioranza, dopo ulteriori chiarimenti da parte degli uffici. (e.r.)