Altri disagi, accuse all’Aca: «Città penalizzata, basta»

Il vicesindaco De Cesare si smarca dalla linea morbida della maggioranza «Pronto a farmi sentire con ogni mezzo». Nel centrosinistra resta la tensione
CHIETI. «Sono pronto ad andare personalmente negli uffici dell’Aca a protestare contro le chiusure». Parola del vicesindaco Paolo De Cesare che, a capo del polo civico che sostiene la maggioranza del sindaco Diego Ferrara, si smarca dalla lite tutta interna al centrosinistra comunale e annuncia una presa di posizione «rigida, se l’Aca non dovesse cambiare atteggiamento nei confronti della città di Chieti».
Mentre continuano le chiusure notturne per tutta la settimana sul colle e la riduzione della portata allo Scalo, De Cesare, che ha fatto una campagna elettorale all’attacco contro l’Aca, ha digerito non senza mal di pancia l’atteggiamento del sindaco Ferrara e dell’assessore Chiara Zappalorto che privilegiavano il dialogo e non lo scontro con l’azienda acquedottistica. «Non senza difficoltà», ammette, «ma nel rispetto del ruolo e dell’appartenenza alla maggioranza, ho sposato, e anche condiviso, la posizione del confronto istituzionale e del dialogo, ma se l’Aca continua a non recepire le istanze, senza far partire gli interventi di ristrutturazione della rete teatina, allora sono pronto a protestare con ogni mezzo. I commercianti sono allo stremo, dopo tanti mesi di chiusure dovute al Covid, ora sono costretti a mandare via i clienti perché manca l’acqua. I danni sono notevoli. Ne va della capacità di accoglienza della città, per la quale io, da assessore alle manifestazioni e al turismo, mi sto spendendo molto. Ciò che poi non posso far passare è il fatto che, mi è stato riferito, l’Aca preservi le zone costiere, a scapito di quelle più interne come Chieti. Se dovesse essere così, sarebbe grave. Senza nulla togliere ai centri di mare che fanno turismo balneare e che vanno sicuramente supportati ma sempre con un certo equilibrio».
Sulla richiesta delle opposizioni di fare un consiglio comunale sulla crisi idrica voluto dalle opposizioni e sottoscritto anche dal sindaco (dopo che i gruppi di centrosinistra avevano bollato come mera propaganda la richiesta), De Cesare non prende posizione: «A me preme soltanto risolvere il problema della crisi idrica», dice cercando di non schierarsi né dalla parte di Ferrara, che ha di fatto scavalcato la sua maggioranza, né dalla parte dei gruppi di centrosinistra, che non hanno preso affatto bene la decisione del sindaco.
Nel centrosinistra teatino, c’è poi stato un conseguente regolamento di conti interno di cui poco è trapelato: Ferrara ha comunque fatto valere la sua posizione, essendo libero da vincoli e preoccupazioni per un futuro politico e per nulla attaccato alla poltrona. Il polo civico di De Cesare è rimasto invece a guardare. Con il vicesindaco che, dopo le promesse della campagna elettorale, ora scalpita per affrontare di petto l’Aca.

