Altri progetti sull’ex Honeywell Slitta l’incontro al Ministero

Atessa. Rinviato a domani il summit al Mise, a Roma, sul riutilizzo della fabbrica di turbocompressori Lolli: «Più aziende interessate al futuro del sito, spingiamo per una scadenza oltre la quale non andare»
ATESSA. È stato rinviato a domani, alle 17, l’incontro al ministero dello Sviluppo economico a Roma per parlare della reindustrializzazione della Honeywell, la fabbrica di turbocompressori che ha delocalizzato in Slovacchia chiudendo la sede di Atessa e lasciando senza lavoro oltre 400 dipendenti. Al vaglio del tavolo ministeriale a cui parteciperanno le principali sigle sindacali (Fim, Fiom e Uilm) e la Regione Abruzzo nella persona del presidente vicario Giovanni Lolli, si discuterà delle proposte per far ripartire il sito che, per contratto sottoscritto con la multinazionale americana dei turbo, sarà ceduto gratuitamente dietro la presentazione di un valido piano industriale e della riassunzione di almeno il 30% della ex forza operaia. E oltre alle due proposte ufficiali arrivate da multinazionali con sedi e aziende in Abruzzo, la Imm Hydraulics e il gruppo Eldor, ci sarebbero anche altri progetti industriali sottoposti da aziende interessate ad acquisire i capannoni del sito in Val di Sangro.
«Ci sono più aziende interessate a ridare un futuro alla ex Honeywell», riferisce Lolli, «ma sui loro nomi c’è ancora il massimo riserbo. Sappiamo che i piani industriali sono sotto esame della commissione ministeriale e del supervisor Honeywell, ma c’è ancora incertezza sulla scelta definitiva. Non c’era una data limite per la presentazione delle offerte, ma di certo spingeremo ad una “scadenza di buon senso”, dato che bisogna accelerare il più possibile le operazioni di reindustrializzazione».
Per la Regione sono tre i criteri per la valutazione di chi dovrà prendere il posto di una delle più attive fabbriche del tessuto industriale della Val di Sangro: «Credibilità del progetto, credibilità e serietà di chi lo ha presentato e numero degli occupati. Ovviamente», rimarca Lolli, «le aziende abruzzesi sono conosciute sul territorio e hanno maggiori garanzie ai nostri occhi, ma immagino che valga il principio generale della migliore offerta».
Intanto la Regione continua a lavorare con le aziende della Val di Sangro sul “patto di solidarietà” nato per favorire e accelerare il reinserimento della forza operaia Honeywell in cambio di azioni di agevolazione. «Abbiamo già avuto delle buone risposte», sottolinea il presidente Lolli, «Honda ha già preso una decina di ex dipendenti e Imm 16. Stiamo continuando la nostra azione per limitare al massimo il disagio degli ex lavoratori e favorire il loro reinserimento lavorativo». Il timore maggiore per gli ex dipendenti della fabbrica dei turbocompressori è difatti quello che passi troppo tempo nella ricerca di un nuovo impiego mentre gli ammortizzatori sociali si assottigliano. Chi ha lasciato la Honeywell prima di giugno sta vedendo già abbassarsi la Naspi del 3%.
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