Alunni disabili Le famiglie: «Tagliate le ore di assistenza»
LANCIANO. Tagli all’assistenza specialistica degli studenti disabili. Sono scattati ieri nelle scuole superiori cittadine e dipendono dalla delibera n. 409 del 28 luglio 2017 della Regione Abruzzo,...
LANCIANO. Tagli all’assistenza specialistica degli studenti disabili. Sono scattati ieri nelle scuole superiori cittadine e dipendono dalla delibera n. 409 del 28 luglio 2017 della Regione Abruzzo, la quale stabilisce che il monte ore giornaliero deve essere al massimo di tre ore e il monte ore settimanali al massimo di 15. Eventuali ore ulteriori sono a carico dei Comuni. Mentre in alcuni Comuni la legge è stata applicata fin dall’inizio dell’anno scolastico, a Lanciano i tagli sono scattati dal 1° febbraio. «A mio figlio saranno tagliate tre delle 18 ore settimanali di cui attualmente usufruisce», racconta al Centro una mamma, L.M., «per lui l’assistente educativa rappresenta una figura di riferimento fondamentale al suo percorso formativo ed insostituibile, visto che lo conosce e lo segue dalla scuola primaria. Le tre ore tolte saranno integrate da tre ore di sostegno che dovranno essere sottratte ad un altro ragazzo disabile della sua scuola. Da questi tagli vengono colpiti non solo i ragazzi più svantaggiati e le loro famiglie, ma anche le scuole, costrette a metà anno scolastico a modificare l’organizzazione e la distribuzione delle ore di sostegno e di assistenza specialistica, e gli assistenti educativi che con amore e dedizione si prendono cura dei nostri ragazzi speciali». «Siamo consapevoli dell’importanza di questo servizio e se nel bilancio dovessimo avere delle economie da destinarvi non ci sottrarremo», risponde l’assessore all’istruzione Giacinto Verna, «con il nuovo regolamento la Regione finanzia 15 ore settimanali e su questo siamo costretti a fare i conti. Anche perché si tratta di cifre che il Comune anticipa e, in quanto ente capofila dell’ente d’ambito e sede di istituti superiori, deve provvedere al servizio anche per ragazzi che risiedono in altri comuni. La volontà di aiutare studenti e famiglie c’è, la possibilità economica al momento no». (s.so.)
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