Alunni e insegnanti a messa sul promontorio

San Vito Chietino. Iniziativa della Cappellania scolastica della diocesi. Don Alessio: bellezze e criticità
SAN VITO CHIETINO. È il promontorio dannunziano il luogo scelto dalla Cappellania scolastica della diocesi di Lanciano-Ortona per celebrare, questa sera alle 19, la messa. Nel luogo amato da D’Annunzio, che dal 23 luglio al 22 settembre 1889 soggiornò a San Vito Marina con l’amata Barbara Leoni, dove c’è la panchina a forma di Italia e si ammira la Costa dei trabocchi, si riuniranno i ragazzi della Cappellania, comunità nata due anni fa che riunisce le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie della diocesi, gli universitari, i docenti e tutte le persone che operano nel mondo della scuola che vogliono camminare in questa nuova forma di pastorale comunitaria. Chiusa la scuola la comunità guidata da don Alessio Primante, cancelliere della Curia di Lanciano-Ortona, si sposta per celebrazioni e riunioni all’aperto.
«Con la fine dell’anno scolastico il gruppo della Cappellania lascia le "quattro mura" della chiesa e celebra l’eucaristia all’aperto, immergendosi nella bellezza e nelle criticità del creato», spiega don Alessio, «e oggi saremo al promontorio. Celebrerò messa con il diacono Davide Cicolini, una messa aperta ovviamente a tutti. Finora siamo stati alla Lecceta di Torino di Sangro e al Bosco di don Venanzio, a Pollutri, luoghi, come il promontorio, dove si ammirano le bellezze del creato, ma se ne scoprono anche le difficoltà. Il nostro intento è di uscire fuori, mettere in pratica il percorso intrapreso dalla Chiesa sinodale, in cammino comunitario, celebrare l’eucaristia tra le mura del creato, mura spesso fragili. Infatti saremo anche in luoghi che soffrono, come il fiume Arielli. Tocchiamo punti nevralgici per poi sviluppare riflessioni costruttive che seguono i nostri ideali di pace, giustizia e custodia del creato».
Oggi dunque l’appuntamento è alle 19 al promontorio dannunziano, domenica 23 giugno la comunità si ritroverà, sempre al calar del sole, alla fonte grande di Civitanova, a Lanciano, altro luogo in perenne difficoltà tra erbacce e abbandono, poi di nuovo a San Vito, ma sul trabocco Turchino e poi alle sorgenti del fiume Arielli. «Inoltre», chiude Don Alessio, «ad agosto con alcuni ragazzi saremo una settimana al servizio del Centro di accoglienza migranti di una comunità triestina: altra esperienza di vita importante». (t.d.r.)
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