Alunni maltrattati, via al processo

10 Maggio 2023

Oggi udienza sul caso della maestra di San Salvo accusata di condotte vessatorie

VASTO. Presunti maltrattamenti a scuola: prende il via oggi, nell'aula del tribunale di Vasto, il processo a carico della maestra di San Salvo accusata di avere avuto condotte vessatorie e violente nei confronti di una intera classe. Sono venti le famiglie degli alunni che si sono costituiti parte civile. A rappresentarle sono gli avvocati Antonello Cerella, Silvia Ranalli, Clementina De Virgilis e Claudia D'Alò. Ad assistere l'accusata è l'avvocato Alessandra Cappa. Il capo d'imputazione elenca una serie di atteggiamenti, a dire della Procura, piuttosto gravi e parla di «reiterati atti di violenza fisica e psicologica», nonché di maltrattamenti dei piccoli alunni di età compresa fra i due e i sei anni a lei affidati per ragioni di educazione. I piccini sarebbero stati sottoposti «con frequenza quasi quotidiana», recita l’accusa, «a continue sofferenze fisiche e umiliazioni morali, esigendo comportamenti inadeguati per la loro età, inveendo contro di loro mediante urla e ingiurie e mortificandoli in caso di qualsiasi manifesta difficoltà dei bambini nel rispettare le sue direttive, strattonandoli, percuotendoli con schiaffi sulla nuca o sul capo, instaurando durante le sue ore di presenza un clima di tensione e paura nei bambini vittime o spettatori delle azioni poste in essere».
Gli episodi più gravi si sarebbero verificati dall’8 al 29 gennaio 2019. «Con l’aggravante», a parere dell’accusa, «di aver commesso i reati con abuso di autorità in danno di minori e all’interno di un istituto di istruzione».
L' insegnante ha sempre rigettato le accuse. Il suo legale, l’avvocato Alessandra Cappa ha sempre parlato di accuse infondate e durante l’udienza cercherà di convincere i giudici. Oggi dovrebbero essere ascoltati diversi testimoni. A segnalare i metodi pedagogici piuttosto bruschi della maestra furono alcune colleghe. Il dirigente d’istituto avvisò i carabinieri. Partì una indagine. I metodi educativi della maestra vennero ripresi da una telecamera nascosta e quelle immagini, un filmato di oltre 400 ore in classe, finirono in Procura. Le immagini convinsero l'allora sostituto procuratore Michele Pecoraro delle condotte vessatorie applicate dalla maestra. Atteggiamento che l'avvocato Cappa ha invece definito «educazione rigida ma affatto violenta». (p.c.)
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