Amato: c’è bisogno di sicurezza

Il deputato Pd scrive al ministro Minniti: stop alle infiltrazioni della criminalità
VASTO. L’arrivo di Giuseppe Salvatore Riina a Vasto ha spinto il deputato del Pd, Maria Amato, a presentare una interrogazione al ministro degli Interni, Marco Minniti, per conoscere le iniziative del governo per contrastare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. «Nella relazione al Parlamento per il secondo semestre 2016 in merito all’attività svolta e ai risultati conseguiti dalla Dia, si ribadiscono segnali della presenza di cosche in Abruzzo e in Molise. Le evidenze investigative raccolte nel semestre con l’operazione“Isola Felice” hanno rivelato importanti tessere del mosaico espansionistico della ‘ndrangheta verso regioni solo all’apparenza meno “appetibili”», rimarca Amato che ricorda ciò che ha prodotto la presenza di personaggi inquietanti nel territorio. «I Ferrazzo di Mesoraca a capo della ‘ndrina, non solo avevano scelto di stabilire la residenza a San Giacomo degli Schiavoni (Campobasso), ma si erano resi promotori di un’associazione criminale composta sia da calabresi e sia da siciliani (famiglia Marchese di Messina) che operava tra San Salvo, Campomarino e Termoli. Nel corso dell’indagine sono state documentate le cerimonie di affiliazione, che prevedevano giuramenti su “santini” e altre immagini sacre, insieme a rituali di chiara matrice pagana», ricorda il deputato del Pd. Da Ferrazzo si è passati al clan campano dei Cozzolino fortemente ridimensionato a seguito dell’operazione “Adriatico” condotta dalla procura distrettuale aquilana. «Il 28 novembre Giuseppe Salvatore Riina, figlio del boss Totò Riina è stato trasferito da Padova alla Casa lavoro di Vasto, dove dovrebbe restare per un anno. Più volte la segreteria del Siulp ha segnalato la carenza di organico delle forze di polizia nell’area sud della provincia di Chieti. È necessario sapere quali iniziative il governo intenda porre in essere per contrastare il fenomeno di infiltrazione di criminalità organizzata e contenere la percezione di insicurezza degli abitanti della provincia nonché per rafforzare l'organico della polizia nelle aree del Vastese e della polizia giudiziaria della procura». (p.c.)
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