Ambiente, 8 gruppi fuori dal tavolo
Le associazioni: non c’è dialogo con l’amministrazione sui temi strategici per il territorio
VASTO . Otto associazioni escono fuori dal tavolo per l’ambiente dopo aver preso atto che nessuno dei temi decisivi e strategici per il territorio - come ad esempio il piano di assetto naturalistico della riserva di Punta Aderci - è stato oggetto di condivisione. La decisione, comunicata con una lettera aperta indirizzata al sindaco Francesco Menna e all’assessore all’ambiente, Paola Cianci, è stata presa da Michele Celenza (associazione civica Porta Nuova), Davide Aquilano (Italia Nostra del Vastese), Lino Salvatorelli (Arci), Luigi Cinquina (Cai), Domenico Ranieri (Cobas Vasto), Nicholas Tomeo (Forum Civico Ecologista), Marco Cannarsa (Guardie Ecologiche Ambientali Volontarie) e Stefano Taglioli (Gruppo Fratino Vasto).
«In quattro anni di attività il tavolo è stato sempre e solo convocato sui temi decisi dall’assessore, con i tempi decisi dall’assessore, con gli invitati e i partecipanti decisi dall’assessore», attaccano i referenti degli otto sodalizi, «una situazione che certo non può dirsi di “condivisione di idee e progetti”, e meno che mai di partecipazione all’attività programmatoria dell’ente». Così alcuni temi decisivi e strategici come il nuovo piano di assetto naturalistico di Punta Aderci (la cui bozza circola tra gli addetti ai lavori da anni), la Zes (zona economica speciale), il nuovo Prt (piano territoriale della zona industriale), i siti potenzialmente contaminati di Punta Penna, sono passati completamente sotto silenzio. Più che un tavolo per l’ambiente ci sembra un tavolo per l’assessore all’ambiente. Quando, nello scorso dicembre, 13 associazioni hanno finalmente chiesto all’assessore Cianci l’adozione di un regolamento del tavolo che ne sottraesse il funzionamento all’arbitrio di una parte sola, la risposta è stata totalmente negativa.
L’amministrazione comunale ha persino respinto la richiesta del rispetto della propria delibera istitutiva del tavolo, che ammetteva a partecipare «un rappresentante per ciascuna associazione ambientalista d’ambito comunale che manifesti la propria volontà di adesione». Le associazioni che non piacciono all’assessore, e che pure ne avrebbero diritto, continuano a non essere invitate. «Stando così le cose», concludono, «perde di senso ogni nostra ulteriore permanenza. Il nostro credito di fiducia nei confronti dell’assessore si è esaurito. Ritiriamo dunque, con rammarico, la nostra partecipazione al tavolo per l’ambiente».

