Ambulanze in fila con i pazienti Covid

Nell’ultima settimana boom di ricoveri: i contagiati in barella restano all’esterno del pronto soccorso anche per ore
CHIETI. Ore 19.33 di ieri: quattro ambulanze che trasportano pazienti Covid sono in fila davanti al pronto soccorso di Chieti. Un’odissea in barella, in attesa di un letto in reparto, che può superare anche tre ore, perché il Santissima Annunziata è entrato in sofferenza per la rapida crescita di ricoveri da coronavirus. Negli ultimi giorni, dunque, lo scenario si sta riproponendo sempre con maggiore frequenza: ambulanze in coda e medici e infermieri del 118 in tuta bianca che stazionano all’aperto, completamente bardati. La conseguenza è che, con i mezzi di soccorso bloccati, diventa un problema intervenire anche per emergenze extra-Covid, ad esempio infarti e incidenti stradali, che richiedono estrema tempestività.
L’ultima relazione della task force Covid-19 della Asl, che ha analizzato i dati dal 3 ottobre al 7 novembre, evidenzia come in provincia di Chieti la «ripresa dell’epidemia sia stata maggiore nelle ultime settimane». Nel periodo esaminato, ci sono state «1.606 persone positive al coronavirus (+730 nell’ultima settimana, più di cento al giorno), con un’età media di 42 anni (in precedenza era di 44)». Al momento i ricoverati in ospedale sono 86, di cui 73 a Chieti e 13 a Vasto. «Risulta evidente che nell’ultima settimana si sia verificato un incremento di nuovi casi in tutta Italia», è scritto sul documento, «ma a Chieti è stato molto superiore delle altre province abruzzesi». Decisivi, per contenere il virus, sono il tracciamento delle positività, la sorveglianza dell’isolamento e l’andamento dell’infezione, realizzati quotidianamente dal Dipartimento di prevenzione diretto da Giuseppe Torzi. Così come è fondamentale il monitoraggio clinico delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), «che favorisce il trattamento e le cure domiciliari, nonché l’intervento precoce in caso di peggioramento». Secondo la task force, va rimarcato anche «l’aumento del 23% dei casi ospedalizzati nell’ultima settimana (in quella precedente erano 70), che ha comportato la predisposizione dei posti letto adattati ai pazienti Covid dei reparti di Medicina e Pneumologia dell’ospedale di Chieti».
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