Ambulanze senza più medici La protesta: la Asl cambi idea

CASOLI. Approda oggi sul tavolo del Comitato ristretto sindaci Asl la proposta della Asl di riorganizzazione il servizio di emergenza urgenza nei paesi dell’entroterra. Secondo il piano le ambulanze...
CASOLI. Approda oggi sul tavolo del Comitato ristretto sindaci Asl la proposta della Asl di riorganizzazione il servizio di emergenza urgenza nei paesi dell’entroterra. Secondo il piano le ambulanze medicalizzate di Guardiagrele, Casoli, Lama dei Peligni e Villa Santa Maria dal 1° gennaio diventeranno “India”, cioè solo con autista e infermiere: niente più medici a bordo. «Un atto illegittimo che porterò in Regione», dice il consigliere regionale Silvio Paolucci (Pd), «si tagliano medici alle zone interne, depotenziano le postazioni dei 118 che noi abbiamo voluto in zone chiave affinché ci fosse una copertura sanitaria di emergenza importante. Con questa sforbiciata Guardiagrele, Casoli, Lama dei Peligni e Villa Santa Maria, perdono servizi alla comunità. Un cambiamento negativo, a mio giudizio anche illegittimo. I medici vengono dislocati nelle Ppi che secondo l’abbozzo di piano sanitario regionale visto nei giorni scorsi, addirittura verranno chiusi nel tempo. La giunta deve correggere questo indirizzo che non porta vantaggi».
«Abbiamo solo formulato un’ipotesi di riorganizzazione resa necessaria da una grave carenza di specialisti in medicina d’urgenza» risponde il direttore generale Asl Thomas Schael, «sono state compiute dalla precedente giunta scelte che hanno inciso pesantemente sulla qualità dei servizi di emergenza, mettendoli anche a rischio. Mi riferisco, per esempio, alla difficoltà ripetuta di coprire i normali turni di servizio dei pronto soccorso degli ospedali e dei punti di primo intervento. A ogni modo quello a cui si fa riferimento è un documento proposto dal direttore del dipartimento emergenza urgenza, dal referente della direzione per l’area sanitaria, dal responsabile del 118 e dal dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, dopo avere interpellato tutti i soggetti coinvolti. E tutti gli atti di riorganizzazione sottostanno all’approvazione della Regione». «Il centrodestra non ha intenzione di penalizzare l’assistenza territoriale», chiude l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, «anzi, vuole rilanciarla. Quelle mostrate da Paolucci sono solo ipotesi di lavoro su cui non è stata aperta ancora alcuna discussione».
Teresa Di Rocco

