«Amianto, discarica già a Ortona»

5 Gennaio 2018

Nuovo Senso Civico: non serve un nuovo impianto a Fontanelli

ROCCA SAN GIOVANNI. «Ad Ortona esiste già una discarica e può ancora accogliere tutto l’amianto d’Abruzzo senza necessità di aprire nuove discariche». L’associazione Nuovo Senso Civico interviene sul progetto per una discarica di amianto al posto del vecchio impianto per rifiuti speciali in località Fontanelli, a Rocca San Giovanni. «La discarica di Ortona fu concepita nel 2010 a seguito del terremoto dell’Aquila con una previsione di esercizio di 5 anni e ad oggi ha una disponibilità ricettiva di quasi metà della sua capacità», spiega Nsc, «il paradosso del nuovo progetto è che verrebbe proposto come condizione senza la quale non potrebbe essere realizzata la bonifica di una vecchia discarica per rifiuti speciali situata a fianco alla nuova. I proponenti (la Rsg srl che ha concluso un accordo con la Società Meridionale Inerti di Vasto proprietaria dell’ex discarica, in disuso da circa 15 anni, ndr) tenuti a bonificare per legge la vecchia discarica e con oneri a proprio carico, come fosse una partita di poker, rilanciano con una nuova discarica dai cui guadagni verrebbero fuori i soldi per la vecchia bonifica. Ma non è ammissibile che per ottenere un diritto, la bonifica, si debba passare per un ulteriore offesa al territorio e ai cittadini», afferma l’associazione, «il sito va bonificato come prevede la legge, punto. Senza baratti che, come in questo caso, non portano alcun vantaggio ai cittadini: in termini di rischi per la salute, poiché il centro commerciale Polycenter è a 400 metri; per l’ambiente considerata la sua vicinanza alla riserva naturale Fosso delle Farfalle; e per l’economia vista l’esigua distanza che la discarica avrebbe dalla Costa dei trabocchi e dalla nascente pista ciclabile. C’è poi da chiedersi con cosa e da dove si alimenterebbe la nuova discarica di Rocca San Giovanni, ampliando la riflessione sul rischio che l’Abruzzo sta correndo di vedersi trasformato in una nuova terra dei fuochi. Per impedirlo bisogna che il controllo delle discariche pericolose sia gestito dal pubblico e, se affidato ai privati, che venga filtrato dal Piano rifiuti regionale e monitorato giorno e notte. In questa vicenda è decisivo il ruolo dell’amministrazione comunale di Rocca e del suo sindaco, dal quale abbiamo ricevuto piena disponibilità alla collaborazione per impedire un ulteriore scempio sulla Costa dei trabocchi». (s.so.)