Amianto, già fermi i lavori in ospedale

Il cantiere bloccato dalla troppa polvere sollevata. Smargiassi (M5S): in Pronto soccorso sarà peggio
LANCIANO. I lavori di bonifica amianto in ospedale partiti lunedì e già fermi. Il nuovo ascensore non collaudato e fermo da mesi. Il reparto di urologia, unità semplice accorpata da anni alla Chirurgia, scomparso dal Renzetti visto che restano solo gli ambulatori al terzo piano.
AMIANTO. Annunciati dalla Asl tramite un documento di risposta ai sindacati, i lavori di bonifica amianto (per cui dal 2015 sono stati stanziati 900.000 euro) sono partiti lunedì. Dopo 3 anni e 7 mesi di attesa la rimozione dei pavimenti è partita dalla ex Chirurgia approfittando del trasferimento dell’unità diretta da Lorenzo Mazzola nell’ala dove c’era un tempo la Geriatria. Ma i lavori sono già fermi. Sembrava tutto pronto: area degenti chiusa e incapsulata con il cellophane, per evitare di sporcare e contaminare i vicini ambulatori di Urologia e quelli del Serd, e operai a lavoro. Invece, tolti i battiscopa, tutto si è fermato. Troppa la polvere sollevata e arrivata persino negli ambulatori, che dovrebbero essere sterili, e al Serd. Inoltre non è stata ancora definita l’area e soprattutto il modo in cui smaltire l’amianto da rimuovere. Una situazione paradossale trovata dal consigliere regionale della commissione sanità Pietro Smargiassi (M5S), in visita ieri al Renzetti, proprio per esaminare il cantiere amianto, su invito di Francesco Taglieri dell’associazione Lanciano In movimento. «Un cantiere che ho trovato fermo. Al Pronto soccorso poi la situazione è anche peggiore», dice il consigliere, «è un cantiere da anni, non si sa quando i lavori finiranno, visto che non è indicato e se ne vogliono iniziare altri per rimuovere l’amianto? Si deve bonificare il corridoio, l’unico, che collega il reparto e Radiologia e per fare la bonifica e collegare i due reparti si è pensato di fare un ponte esterno che li collega. Incredibile. E che dire dei pavimenti rattoppati e sollevati poco dopo l’inaugurazione? Uno scempio, e anche pericolosi. Farò l’accesso agli atti per capire questo cantiere da quanti anni va avanti e quando i lavori dovevano finire».
ASCENSORE. Da segnalare alla Asl c’è anche il nuovo ascensore nella palazzina centrale che, dopo due anni di lavori e l’ultimazione da mesi, non è stato ancora collaudato. Permette finalmente di avere percorsi differenziati per i pazienti e gli utenti esterni, per il cibo e il materiale sporco e i decessi. Che ora invece viaggiano assieme nell’unico elevatore disponibile, dove a mala pena entrano i letti dei pazienti.
UROLOGIA. Ci si chiede poi che fine abbia fatto l’unità semplice di urologia. «C’è un bel cerotto posto a mo di croce sul nome dell’unità sotto quella di chirurgia a cui era stata accorpata anni fa», nota Smargiassi, «una chiusura che comparirà anche sull’atto aziendale? Eppure c’erano ancora tre posti letto, oltre agli ambulatori, per una unità importante per il territorio». (t.d.r.)
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