«Amianto, pronti a rimuoverlo»

20 Marzo 2019

La Asl promette la bonifica dei reparti: in estate lavori a pediatria

LANCIANO. «Il problema amianto non è mai stato trascurato né abbandonato. Dal 2015 siamo a lavoro con monitoraggi continui e impegnati nella bonifica dei reparti. Ma lavorare con le unità aperte e le attività assistenziali in corso non è facile». È la risposta della Asl all’ordinanza del sindaco Mario Pupillo che impone all’azienda di ultimare subito i lavori in ospedale per la rimozione e bonifica amianto nella palazzina centrale del Renzetti. La diffida del sindaco arriva dopo tre ordinanze ignorate e proroghe scadute il 31 dicembre 2018 e stabilisce di fare monitoraggi continui delle piastrelle se ci sono spaccature anche minime, se sono deteriorate, il controllo delle concentrazioni di amianto nell’aria, di usare per le pulizie stracci umidi e non asciutti per evitare che le polveri si sollevino. Ordinanza a cui è seguito un sopralluogo dei carabinieri forestali (che nel febbraio 2015 scoprirono la presenza di vinil amianto nei pavimenti della palazzina), che hanno rilevato ancora molti problemi.
«Il primo grande ritardo nei lavori c’è stato a causa della ex geriatria», spiegano dalla Asl, «doveva essere rifatto il pavimento, invece si è ristrutturata l’intera unità, con tempi più lunghi, e solo da poco vi si è trasferita la chirurgia liberando il reparto che è da sistemare. In pediatria il primo lotto per la rimozione dell’amianto è iniziato il 7 novembre scorso ed è stato ultimato. Passeremo al secondo e poi al terzo lotto in estate, ma si soffre per la mancanza di spazi. Finito il primo lotto anche nell’ex chirurgia (oggi c’è il Serd, ndc), bisogna iniziare a lavorare sul pavimento della urologia ma ci sono problemi». Si sta cercando di evitare che con la bonifica si blocchi l’attività dell’unità. Si lavora anche nel pronto soccorso per la bonifica e sistemazione del corridoio tra il reparto e la radiologia. Si chiuderà appena sarà agibile il tunnel esterno che si sta ultimando tra l’accesso pedonale del pronto soccorso e la radiologia. Il tunnel è l’espediente studiato per evitare di spezzare in due l’ospedale con la chiusura del corridoio. Restano da bonificare la ginecologia e la rianimazione dove non sono stati fatti lavori. La bonifica della ginecologia si farà insieme alla ristrutturazione dell’unità, ma ora la gara da 5 milioni è ferma al Tar. Il problema maggiore è per la rianimazione: chiudere il reparto e fare i lavori pare l’unica soluzione possibile ma si bloccherebbe l’attività dell’intero presidio.
Teresa Di Rocco