Amianto, sequestrata l’ex fornace di Crocetta

25 Aprile 2018

Castel Frentano. Rifiuti speciali, denunciati i 4 nuovi titolari: «Ma quei cumuli non sono opera nostra»

CASTEL FRENTANO. L’ex fornace di Crocetta è sotto sequestro preventivo da parte carabinieri forestali della stazione di Lanciano per violazione delle norme in materia ambientale. Il sequestro è il frutto di un’attività congiunta svolta con i carabinieri della caserma di Castel Frentano. Sono stati denunziati all’autorità giudiziaria i quattro proprietari e la ditta esecutrice dei lavori. Le forze dell’ordine hanno riscontrato violazioni di carattere penale al Tua 152/2006 e Dpr 380/2001 testo unico edilizia: in pratica sono stati trovati rifiuti speciali con frammenti e materiali riconducibili presumibilmente ad amianto sia nel piazzale antistante l’ex fornace sia nella scarpata posta alle spalle della stessa. I nuovi proprietari che hanno comprato all’asta la storica fornace di Crocetta comprese l’ex cava e alcuni terreni vicini sono Walter Naccarella, imprenditore di Guardiagrele residente a Castel Frentano; Domenico Simeone, geometra libero professionista di Guardiagrele; Italo Primavera, imprenditore di Guardiagrele; Antonio Di Prinzio, imprenditore di Guardiagrele. Dopo il fallimento dell’ex fornace del 1996, il curatore fallimentare dell’epoca stimò il valore dell’attività sui 4 miliardi di lire. Nel 2016 la curatela fallimentare è passata a Maurizio Pocetti e, grazie a una nuova stima tecnica fatta da Alfonso Tupone, il nuovo valore è stato fissato a circa 300mila euro. Alla fine dell’asta, la fornace compresa l’ex cava e alcuni terreni vicini è stata aggiudicata a 73.500 euro. Solo il complesso industriale è costituito da un'area della superficie catastale di 46.540 metri quadri con sovrastante vecchio opificio di 10.500 metri quadri di superficie coperta oltre alla palazzina uffici su due piani e un piccolo vecchio fabbricato, sempre di due piani. L'ex cava, invece, ha una superficie catastale di 96.499 metri quadri. Il lotto prevede anche 13 ettari di terreno.
Il materiale recentemente accantonato sul piazzale e nella scarpata, deriva da demolizioni precedenti all’acquisto dei quattro imprenditori ed era all’interno dell’ex fornace. Per essere spostato, però, aveva bisogno di una preventiva analisi di rischio e quindi lo smaltimento bisognava farlo nelle forme di legge, mai col materiale gettato in una scarpata. Le forze dell’ordine hanno prelevato, dal materiale di risulta, tre campioni che saranno analizzati. «Ora», afferma Domenico Simeone, uno dei proprietari, «bisogna fare la cosiddetta “caratterizzazione” per accertare l’eventuale presenza di amianto, materiale che abbiamo già provveduto a smaltire secondo le leggi». L’ex fornace di Crocetta dovrebbe essere destinata ad attività di produzione e stoccaggio di prodotti alimentari. «Si deve solo fare un elogio», conclude Simeone, «a chi nel labirinto delle leggi si dimena per far ripartire un’attività produttiva che rende benefici al Comune e crea posti di lavoro».
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