Amici e colleghi per l’addio a Luca

Folla al funerale dell’ingegnere 39enne morto nello schianto sulla Trignina
VASTO. «Luca era un uomo buono, un uomo giusto. Per questo il Signore lo ha voluto accanto a sè». La voce di padre Eugenio si incrina nel ricordare Luca Cormani, l’ingegnere 39enne morto sabato scorso nello schianto sulla Fondovalle del Trigno. Tutta Palmoli è arrivata a Vasto per partecipare alla funzione funebre nel santuario dell’Incoronata, troppo piccolo per accogliere tutte le persone che hanno voluto essere presenti alla funzione. Molte restano fuori, sul piazzale. Dentro, a poca distanza dalla bara, siedono il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, e i rappresentanti della Granito Forte con l’ingegnere Marrone, il direttore di stabilimento dell’azienda in cui Luca lavorava e dove stava andando il giorno dell’incidente. Increduli e commossi come il segretario provinciale della Cgil, Emilio Di Cola, e Antonio Turdò del movimento ProTrignina. E poi gli amici dell’istituto comprensivo Rossetti, ma anche i tanti colleghi che hanno lavorato con lui per tre anni a Vasto nel settore Urbanistica del Comune. Tutti attorno alla bara coperta di rose bianche, al centro delle quali spunta il volto sorridente di Luca. «È difficile accettare che un uomo così buono non ci sia più. Solo la fede può aiutarci», dice padre Eugenio. Prima della conclusione della funzione gli amici rivolgono a Cormani dei pensieri sull’altare. Poi il corteo funebre raggiunge Palmoli per la tumulazione nel cimitero del piccolo paese. Intanto è partita una petizione per il raddoppio della Fondovalle Trigno. «Perché continuare a versare tante lacrime?», si chiede Turdò, «non sarebbe ora di combattere tutti insieme, a prescindere dal colore politico, per il raddoppio della Trignina?». (p.c.)

