«Amleto mai esuberante, ma si era chiuso»

Parlano gli amici del 70enne arrestato: ultimamente era come se temesse di essere controllato
LANCIANO. Fino a sabato sera era un pensionato piuttosto riservato, schivo, abbastanza solitario ma non di certo violento. Domenica mattina si è trasformato in un omicida cambiando per sempre la sua vita e quella della famiglia De Grandis. È Amleto Petrosemolo, 70 anni, che domenica ha freddato con cinque colpi di pistola (ne ha sparato però tredici) Francesco De Florio De Grandis, 72 anni, pensionato con la passione per l’arte e la musica molto conosciuto in città.
Amleto Petrosemolo abitava di fianco a De Grandis. Un omicidio che ha scosso la città e il quartiere Santa Rita sia per la vittima, “Ciccillo”, come era chiamato De Grandis noto anche come “il pittore della notte”, sia per la mano che l’ha ucciso, quella di Petrosemolo, reo confesso, ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi.
Ex commerciante, Petrosemolo ha avuto un negozio di elettrodomestici e riparazioni di radio e tivù in piazza Plebiscito e poi ha aperto un'armeria. Andava spesso anche al poligono di tiro e aveva un regolare porto d’armi. «Non ci si crede», dicono alcuni amici, «Amleto non era violento. Era una persona schiva, riservata, solitaria, ma non violenta». «Ci conosciamo da ragazzi”, aggiunge Domenico D.T., «Amleto non è mai stato un tipo esuberante ma si era chiuso ancora di più da quando si era separato dalla moglie. Nell’ultimo periodo, con il Covid, poi, si era ulteriormente isolato e aveva sempre un atteggiamento circospetto come se temesse di essere controllato e che qualcuno parlasse male di lui». Qualcuno parla di ossessioni, ma non ci sono certezze. Nessuno lo descrive come un violento o che potesse addirittura di uccidere. Se c’è stato un blackout nella sua mente, saranno le eventuali perizie a rivelarlo.
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