Ampliamento del De Titta Pupillo supera lo scoglio

Undici sì, nove no e un astenuto per l’edificio da realizzare nel centro storico Di Matteo: opera necessaria. Di Campli: sono fondi per lavori anti-sisma
LANCIANO. È passato con 11 voti favorevoli, 9 contrari e un astenuto - il consigliere Luciano Bisbano (Pdl) - il contestato ampliamento dell’istituto superiore De Titta. Quello che poteva essere un impasse politico per la tenuta della maggioranza e il primo esame del sindaco Mario Pupillo nel doppio ruolo di primo cittadino e di presidente della Provincia, è finito in un voto compattodegli amministratori di centrosinistra che, seppur riconoscendo un «appesantimento urbanistico» nel centro storico, hanno valutato l’importanza dell’opera che arriva a «riqualificare una parte importante della città» e a «sanare un’emergenza» data la carenza di aule nell’istituto che ha dovuto parcellizzare la sua offerta formativa destinando diverse classi in altre due scuole. In consiglio si è assistito da un lato alle resistenze della minoranza, che pure, tramite alcuni ex componenti delle passate amministrazioni, aveva votato in favore del progetto nel 2006 e nel 2009, e dall’altro alla difesa della bontà dell’intervento da parte della maggioranza. Solo qualche giorno fa l’amministrazione ha firmato un accordo di programma con la Provincia, accordo che non solo viene perfezionato dal voto di ieri, ma che sarà reso definitivamente operativo dal decreto del presidente della Provincia, carica oggi ricoperta proprio dal sindaco Pupillo.
L’iter del progetto. L’opera, così come ha ricordato il presidente della commissione lavori pubblici e urbanistica, Alessandro Di Matteo (lista Lanciano in comune) ha subito un lungo iter. La scuola, sede del liceo pedagogico, linguistico e delle scienze sociali Cesare De Titta, era stata ceduta alla Provincia già dal 1997 autorizzandone i lavori di adeguamento perché risultava non a norma dal punto di vista della antisismico e antincendio. Una delibera del 2006 prende atto dell’intervento di adeguamento che viene poi autorizzato nel 2008. «Il terremoto del 2009», interviene Di Matteo, «ha perfino amplificato l’esigenza di una struttura aggiuntiva, dal momento che le due succursali del De Titta sono chiuse in seguito ai danni».
La Provincia. «Già dal 2000», spiega l’ingegnere della Provincia Carlo Cristini, «ci ponemmo il problema della sicurezza antincendio. Abbiamo elaborato un progetto che prevedeva una scala antincendio ma si poneva il problema di insistere in un’area in prossimità di una torre medievale. Di qui la richiesta di chiarimenti alla Soprintendenza che ha dato pareri favorevoli di massima».
I reperti. «Dal punto di vista archeologico», prosegue l'ingegner Cristini, «le prescrizioni della Soprintendenza che ci obbligano a nominare un archeologo, mettono al sicuro l’opera. Se ci dovessero essere dei reperti ci rimetteremo al parere della Soprintendenza come fatto in passato».
La scuola all’aperto. Demolire la struttura dell’ex scuola all’aperto, definita da tutti un ecomostro, è uno dei passaggi fondamentali dell’opera. «Si pongono due strade», sintetizza Leo Marongiu (Pd), «lasciare un rudere scolastico sulle mura antiche della città o rispondere ad esigenze di sicurezza e investire un finanziamento per riqualificare una parte della città».
La minoranza. In blocco il voto contrario dell’opposizione. «Avremmo preferito che quei fondi fossero destinati all’adeguamento antisismico», precisa Graziella Di Campli (Fdi), «non siamo incoerenti. In passato si era deciso per un obiettivo, ma i fondi sono stati erogati a seguito del terremoto, andavano utilizzati per mettere in sicurezza e a norma la struttura».
Daria De Laurentiis
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