«Anche Atessa fra gli ospedali di comunità»
ATESSA. Ci sarà un ospedale di comunità ad Atessa e, se sì, quanti posti letto avrà e perché il San Camillo non rientra nelle previsioni dell’ultimo decreto regionale? Sono queste alcune...
ATESSA. Ci sarà un ospedale di comunità ad Atessa e, se sì, quanti posti letto avrà e perché il San Camillo non rientra nelle previsioni dell’ultimo decreto regionale? Sono queste alcune considerazioni emerse dall’intervista, pubblicata dal Centro, all’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, sul destino del presidio atessano. L’esponente della giunta regionale riguardo ai posti letto ha affermato: «Io vorrei che vi si lasciassero almeno 60 posti letto, per ora. Se avremo ragione, rischieremo di doverli aumentare per via di una domanda crescente».
Il decreto 20/2016 dell’8 marzo scorso (“Indirizzi preliminari per l’attivazione, in via sperimentale, del modello organizzativo ospedale di comunità”) disciplina, però, che tali ospedali, recependo il decreto Lorenzin, possono avere una dotazione di posti letto «non superiore a 15/20 unità» e che tali ospedali «possono essere istituiti esclusivamente presso i Pta (ovvero un presidio territoriale di assistenza, ndc) h24». I Pta del territorio sono a Casoli, Gissi, Guardiagrele, Tagliacozzo e Pescina. Quindi, ad Atessa, non sarebbe previsto nessun ospedale di comunità, secondo quanto disciplina il decreto stesso voluto da Paolucci e dal commissario Luciano D’Alfonso.
«Nessuna contraddizione e nessuna mistificazione riguardo l’ospedale di Atessa», precisa l’assessore, Paolucci, «si tratta di 60 posti letto: 20 per l’ospedale di comunità, 20 per la struttura residenziale e 20 per quella semi-residenziale. Il nostro obiettivo è chiaro: riordinare la rete ospedaliera abruzzese e ridefinire le funzioni degli stessi presidi, tra cui Atessa. Una volta approvato questo piano, seguiranno i necessari atti da parte della Asl. Per questa ragione il San Camillo di Atessa non rientra nelle previsioni dell’ultimo decreto, perché la riorganizzazione degli ospedali è ancora in corso». (m.d.n.)

