Anche i teatini possono essere risarciti

6 Novembre 2016

Il Centro pubblica il fac simile della domanda per farsi controllare casa e i numeri telefonici del Comune a cui rivolgersi

CHIETI. Chi teme per la stabilità della propria casa a seguito delle scosse di terremoto può ora rivolgersi al Coc, Centro operativo comunale, per ottenere una verifica. Potrà fare una istanza di sopralluogo compilando un semplice modulo, che potrà essere scaricato dal sito istituzionale del Comune di Chieti (nella sezione Protezione civile). Per chi volesse avere chiarimenti via telefono, il numero a disposizione è lo 0871.357780. Tutto questo è possibile grazie all’attivazione del Coc, struttura di emergenza che il sindaco Umberto Di Primio ha deciso finalmente di mettere in azione dopo l’indecisione del giorno successivo a quello della scossa sismica di 6.5, quando aveva in un primo momento annunciato l’attivazione del Coc (soprattutto, disse allora, per far fronte alle problematiche degli edifici privati) per poi ripensarci qualche ora più tardi. Adesso, proprio «alla luce delle numerose richieste di sopralluogo e di verifiche che stanno pervenendo in Comune», Di Primio ha cambiato nuovamente idea e ha fatto partire le attività del Coc, attivando però solo due delle sue funzioni, quella relativa al volontariato e quella che concerne il censimento danni.

Il responsabile della funzione del volontariato, necessaria e fondamentale per il Comune che altrimenti non è in grado di far fronte alla situazione facendo affidamento solo alle proprie risorse, è Antonio Mancini, a capo del Nucleo Operativo Teate (Not) Modavi Chieti, associazione con la quale si è già mosso in soccorso delle popolazioni terremotate dal sisma aquilano del 2009 a quello recente. Responsabile dell’attività di censimento dei danni è invece il dipendente comunale Raimondo Censurato. Il responsabile del Coc è invece il dirigente comunale Paolo Intorbida. Le verifiche sono necessarie non solo dal punto di vista della sicurezza di un edificio, ma anche da quello di un futuro rimborso del danno subito.

Due giorni fa a Mosciano il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha incontrato gli amministratori comunali (per Chieti erano presenti l’assessore ai Lavori pubblici Raffaele Di Felice e il dirigente Intorbida) e ha assicurato che «tutti verranno risarciti previo accertamento del rapporto causa-effetto per i danni derivanti da sisma». Da più parti, nel corso della riunione, è stata evidenziata la necessità di una maggiore rapidità nei controlli e l’attivazione del Coc dovrebbe servire proprio a rispondere a questo tipo di esigenza. Chi ha visto aprirsi crepe nelle pareti della propria casa dopo le scosse di terremoto o ha registrato altri segnali che mettono in dubbio la tenuta strutturale dell’edificio non deve fare altro che andare sul sito del Comune e scaricare il modulo che fa al proprio caso.

Le istanze di sopralluogo sono di due tipi: la prima riguarda gli edifici privati e le opere pubbliche, la seconda i luoghi di culto. Il primo caso riguarda sia i privati che i residenti delle case popolari, come ad esempio gli inquilini delle cinque palazzine di via Amiterno allo Scalo (che fino a qualche giorno fa continuavano a passare la notte in macchina, tanta la paura), oppure quelli delle case comunali di via dei Palmensi, al Tricalle, con le scale disseminate di calcinacci, o anche quelli delle case parcheggio di via Albanese, alla Pietragrossa, per citare solo alcuni degli episodi che hanno destato maggiore apprensione. Anche chi teme per la sicurezza delle scuole, potrà utilizzare questo tipo di modulo. Invece, per quanto riguarda le chiese, come ad esempio quella di Santa Maria de Cryptis ai confini con Torrevecchia, chiusa dal parroco don Andrea Sciascia a causa di una lesione che le scosse sismiche hanno contribuito ad allargare, si dovrà compilare il secondo tipo di modulo. L’istanza si può fare sia in qualità di proprietario, che di inquilino, che di legale rappresentante che in altra qualità da specificare. La richiesta mira ad ottenere «che venga effettuata una verifica delle condizioni di agibilità dell’edificio». Una volta compilato il modulo, occorrerà spedirlo al Comune. Si potrà utilizzare l’indirizzo internet chietisisma2016@gmail.com o va indirizzato al C.O.C. Comune di Chieti e consegnato all’Ufficio Protocollo del Comune di Chieti, in Corso Marrucino, 81, 66100 Chieti.