Anche l’Itis entra in autogestione

L’Industriale protesta contro la riforma, ma anche per un istituto malandato e poco riscaldato
CHIETI. Anche l’Itis “Luigi di Savoia”, dopo l’istituto d’arte e il liceo classico, è entrato in autogestione. La protesta è partita martedì e si conclude oggi ma prevede la prima ora di lezione per tutte le classi e l’orario normale di lezione per le quinte classi, alle prese con lo spauracchio dell’esame di stato e quindi poco inclini ad attività extracurriculari. Tutti gli altri possono invece scegliere quale tipo di attività seguire. Ieri mattina, ad esempio, molti dei 1.600 allievi dell’Itis erano impegnati in aula magna in assemblea insieme ai rappresentanti di istituto Alessio Capone, Claudia Di Giulio, Roberto Paolucci e Daniele Stella. Altri ragazzi, invece, si sono dedicati a ripulire aule e banchi. É stato organizzato anche un servizio d’ordine costituito da 20 studenti. L’autogestione fa seguito al corteo della scorsa settimana contro la riforma scolastica di Renzi. Come in quel caso, anche stavolta la manifestazione è stata organizzata con l’aiuto del Blocco studentesco, movimento nato da Casa Pound. Oltre a opporsi alla riforma della scuola, i ragazzi dell’Itis manifestano anche per chiedere maggiori risorse per la loro scuola. «Abbiamo grossi problemi strutturali», dice Capone, «con infiltrazioni d’acqua un po’ dappertutto e cornicioni e pezzi di muro cadenti. Per non parlare di come è ridotta la palestra 3, con pezzi di soffitto che si sono staccati ed altri che rischiano di caderci in testa». «In cattivissimo stato è anche il cortile interno«, continua Di Giulio, «e le due ore di riscaldamento acceso al giorno non sono certo sufficienti a tenerci al caldo».(a.i.)
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