Anche la Asl dà lo stop al colosso di Maltauro

3 Febbraio 2017

Ecco gli atti inviati da due funzionari a Cantone e alla procura

CHIETI. «Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso rinunci al capriccio del project financing per il nuovo ospedale che sa che non potrà essere realizzato e che la stessa Asl ha provveduto ad inviare all’attenzione di Anac e Procura, a causa di irregolarità fiscali e contributive scoperte dai funzionari incaricati di esprimere un parere sulla regolarità del project». Il consigliere regionale teatino Mauro Febbo torna all’attacco del progetto presentato dal gruppo Maltauro (raggruppamento temporaneo di imprese Icm Abp Nocivelli) per denunciare che questa volta non è solo lui a sollevare perplessità sul progetto ma gli stessi funzionari Asl, che infatti a dicembre scorso hanno inviato tutte le carte all’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone e alla Procura. Mobilitata tutta Forza Italia, dall’onorevole Fabrizio Di Stefano ai consiglieri comunali e provinciali Emiliano Vitale, Stefano Maurizio Costa, Marco D’Ingiullo e Mario Troiano, Febbo parla attraverso i documenti che ha ricevuto in qualità di presidente della commissione regionale di Vigilanza. Cita in particolare le note a firma del responsabile unico del procedimento, Filippo Manci, e del dirigente dell’unità affari generali e legali della Asl, Stefano Spadano, che sollevano una serie di criticità. In particolare Spadano dice di essere «dell’avviso che la proposta di finanza di progetto presentata in data 19 luglio 2016 non possa essere accolta». La principale obiezione riguarda due dichiarazioni di regolarità contributiva e fiscale risultate difformi da quanto certificato dall’Agenzia delle entrate di Vicenza. Si tratta di un mancato pagamento di due diverse cartelle esattoriali da parte di una delle società incorporata dalla Icm (Impresa costruzioni Maltauro). La società in questione è la Centrale Mazzoni srl che non avrebbe pagato all’Agenzia delle entrate di Vicenza due cartelle, una da 17.309 euro e l’altra da 267 euro. Di fronte a questa scoperta, il dirigente che si occupa di contratti e forniture Andrea Tisselli ha subito chiesto spiegazioni al raggruppamento temporaneo di imprese. Il legale rappresentante di Icm ha spiegato come nel susseguirsi delle diverse trasformazioni societarie, avendo incorporato la Centrale Mazzoni, Icm non sia stata informata di tali irregolarità antecedenti alla fusione. A supporto della sua buona fede ha allegato due certificati dell’Agenzia delle entrate che sottolineano la totale assenza di dolo e colpa. Ma la Asl non si è accontentata della risposta e ha preferito inviare tutti i documenti ad Anac e Procura. A riguardo il direttore Spadano scrive che tali aspetti non possono essere sanati ex post. Ovvero che non si può mettere a posto la questione pagando il dovuto all’Agenzia delle entrate: «E’ fin troppo evidente che l’applicazione della regolarizzazione postuma finirebbe per consentire a una impresa di non preoccuparsi dell’esistenza a proprio carico di una irregolarità contributiva e fiscale, potendo essa confidare sulla possibilità di sanare in ogni caso il proprio adempimento». Ma ci sono anche altre perplessità. «La Proposta di progetto di finanza», scrive Spadano, «all’atto della sua presentazione risultava carente di regolare cauzione a garanzia dell’offerta e, nel contempo palesava anche la incompleta allegazione di elementi tecnici, quali i contenuti della relazione geologica, idrogeologica e sismica». Il rup Manci, a sua volta, scrive che «si ritiene opportuno l’esame e l’approfondimento della corretta e legittima costituzione del deposito cauzionale», oltre che «la verifica delle autodichiarazioni rese». Spadano, infine, solleva un’altra perplessità più volte evidenziata da Febbo: come funzionerà l’hub di secondo livello, ovvero la “costruzione del nuovo ospedale dell’area metropolitana Chieti Pescara”, che dovrebbe nascere dall’unione delle forze dei nosocomi teatino e pescarese? Febbo ha più volte espresso il timore di un depotenziamento della sanità teatina a vantaggio di quella pescarese.