Anche la Corte d’appello scende a fianco di Vasto

Il presidente Fabrizia Francabandera ricorda il grande impegno dell’ufficio nella lotta alla criminalità organizzata di matrice pugliese e campana
VASTO. «Il Tribunale di Vasto amministra un territorio che più degli altri è soggetto alle infiltrazioni dalle regioni vicine di fenomeni di criminalità organizzata di matrice pugliese e campana. In questi anni ha costituito un valido presidio di legalità sul versante meridionale della dorsale adriatica ». L’autorevole dichiarazione fatta in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario è del presidente della Corte d’appello dell’Aquila Fabrizia Francabandera. Nel ricordare che il distretto abruzzese subisce dall’accorpamento dei tribunali una penalizzazione doppia (all’accorpamento di 4 tribunali si aggiunge il congelamento delle piante organiche e quindi le assunzioni nel settore amministrativo), il magistrato davanti ai rappresentanti dello Stato ha sottolineato il grande impegno profuso dai giudici nell’affrontare il contenzioso sia di natura penale, sia civile, e il merito di avere accorciato anche gli arretrati nei giudizi civili.
OPERAZIONE ADRIATICO Un passaggio importante e che dimostra quanto necessaria sia la sopravvivenza del presidio vastese, ha riguardato l’operazione “Adriatico”. Il processo, diviso in due filoni, a Vasto ha visto sfilare davanti ai giudici 62 imputati. Il collegio presieduto da Bruno Giangiacomo ha distribuito condanne per 299 anni. Il secondo filone,quello a carico dei 4 collaboratori di giustizia e di altri 15 imputati che hanno chiesto il rito abbreviato, è ancora in corso all’Aquila. «Mi preme evidenziare questo processo particolarmente emblematico denominato Adriatico a carico di 62 imputati», ha detto il presidente Francabandera. «Questo processo ha impegnato i giudici per oltre un anno nella sua trattazione. Si tratta del primo processo in Abruzzo per reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, o comunque di criminalità organizzata, legato alle vicende di un sodalizio criminale di stampo camorristico trasferitosi nel Vastese da molti anni. Il cosiddetto clan Cozzolino, dedito alla commissione di gravi reati in materia di stupefacenti e controllo del territorio(estorsioni, danneggiamenti, incendi, tentati omicidi). La vicenda», ha ricordato il presidente della Corte «ha visto anche diversi collaboratori di giustizia. Ha destato particolare apprensione nel distretto , per le possibili estensioni nel territorio. Allo stato attuale sembra di poter affermare che il fenomeno, seppure allarmante, fortunatamente non è in espansione in Abruzzo. Gli altri tribunali hanno un gran numero di procedimenti per reati associativi, ma solo comuni e relativi soprattutto ai delitti di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di cittadine straniere, o traffico di stupefacenti, per lo più localizzati lungo la fascia costiera».
STALKING Uno dei reati maggiormente trattati è stato lo stalking. Il presidente Fabrizia Francabandera ha tuttavia rimarcato che a Pescara il fenomeno è in netta diminuzione (da 111 procedimenti si è passati a 25) mentre è in aumento a Chieti e Vasto. Il magistrato ha definito il trend «anomalo», giudicando positivamente il maggiore ricorso alla giustizia da parte delle donne in potenziale pericolo.
DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO A Vasto oltre al reato di stalking sono cresciuti in maniera considerevole quelli che vengono definiti «delitti contro il patrimonio». Il presidente Francabandera ha rimarcato l’allarme sociale dei furti in appartamento, un reato in sensibile aumento.
I PROCESSI CIVILI Anche in questo settore Vasto si è distinta in maniera positiva. Gli arretrati hanno registrato una diminuzione dell’11,14%. Parte del merito va data anche alle novità portate a Vasto dal presidente Giangiacomo. Alla fine di ottobre, al Tribunale di Vasto è stato firmato un protocollo d’intesa delle udienze civili. Alla firma dell’importante documento hanno preso parte il Presidente del tribunale Bruno Giangiacomo, il procuratore della Repubblica Giampiero Di Florio, i magistrati Fabrizio Pasquale, Italo Radoccia, Elio Bongrazio, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Vasto Vittorio Melone, gli avvocati De Toma e Di Blasio e la dirigente della sezione civile della cancelleria Lazetera. Il protocollo ha sortito evidentemente risultati positivi. «Va dato atto al presidente Giangiacomo di avere fatto e di fare ancora moltissimo per questo presidio», ha detto il presidente dell’ordine forense, l’avvocato Vittorio Melone.
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