«Anche le aziende rispettino il decreto»

Atessa. Il segretario Uil Manzi: almeno un metro di distanza tra gli operai. Vertice Sevel-sindacati
ATESSA. Ancora una riunione, ieri mattina, tra la direzione aziendale Sevel e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Fim, Uilm, Fiom e Fismic per gestire l’emergenza coronavirus nella più grande fabbrica d’Europa per la costruzione di veicoli commerciali leggeri.
Tra i circa 6mila dipendenti serpeggia un crescente senso di insicurezza dovuto alle misure governative sempre più stringenti che interessano l’intero Paese, ma che, fino ad ora, non hanno tenuto in debito conto della vita all’interno delle fabbriche metalmeccaniche. In Sevel sono stati attivate delle misure di contrasto per la diffusione del virus che vengono incrementate in queste ore. Sono stati installati dispencer di gel disinfettante per le mani agli ingressi e alle mense; dal secondo turno cambieranno gli orari delle mense che sono stati prolungati in modo che i gruppi di dipendenti entrino uno alla volta e solo dopo che il locale mensa è stato igienizzato e disinfettato. I tavoli, generalmente da 4 posti, potranno essere occupati al massimo da due persone e sono in uso già da diversi giorni posate usa e getta. Sono stati distribuiti prodotti a base di alcol per la pulizia di carrelli, bagni e mense.
Riguardo il servizio di trasporto per i pendolari, su cui i sindacati avevano chiesto misure incisive, la direzione aziendale Sevel ha riferito di aver contattato le Regioni Molise e Abruzzo per regolarizzare i flussi sui pullman. Le navette interne saranno a disposizione di quanti hanno problemi fisici. La responsabile dell’infermeria ha infine confermato che attualmente non ci sono dipendenti in quarantena. Allo stesso tempo chi dovesse presentare sintomi influenzali è stato invitato a rimanere a casa.
«In tutte le aziende metalmeccaniche», commenta Nicola Manzi, segretario Uilm Uil Chieti Pescara, «bisogna garantire le disposizioni del governo emanate il 9 marzo scorso, in primis il rispetto della distanza di un metro tra dipendenti. Chiediamo alle aziende di rispettare tale decreto e, se necessario, di riorganizzare la produzione nel rispetto del decreto».
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