Anche Legnini e De Marinis in campo per salvare la Soprintendenza

27 Gennaio 2015

CHIETI. «La Sovrintendenza teatina non si tocca». Il concetto è stato ribadito ancora una volta nella riunione che la Consulta delle associazioni ha promosso con il prefetto. E ieri, seduti al tavolo,...

CHIETI. «La Sovrintendenza teatina non si tocca». Il concetto è stato ribadito ancora una volta nella riunione che la Consulta delle associazioni ha promosso con il prefetto. E ieri, seduti al tavolo, erano davvero in tanti.

Accanto a Fulvio Rocco De Marinis il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini, un nutrito numero di archeologi in rappresentanza della Sovrintendenza, una trentina di associazioni culturali, il presidente regionale del Fai, Massimo Luà Dazio e il presidente nazionale dell’Archeoclub Claudio Zucchetti. Nel corso dell’incontro Giuseppe La Spada, dipendente della Sorintendenza archeologica abruzzese, che rischia il declassamento, ha spiegato i gravi danni ai quali l’istituzione andrà in contro se verrà privata della figura apicale: «Verranno ingessate anche le funzioni minime giacché la mancanza di un dirigente dimezzerà le competenze della Sovrintendenza». Questo significherebbe l’azzeramento delle risorse per gestire l’attività dell’istituto. Come per esempio l’apertura di nuovi scavi archeologici. Il coordinatore della Consulta cittadina, Mario D’Alessandro, ha evidenziato come la città di Chieti abbia subito un altro vergognoso scippo, mentre la combattiva Cinzia Di Vincenzo (foto) ha presentato i documenti nei quali Chieti, nello scorso novembre, veniva salvata insieme ad altre 16 sedi di Soprintendenza archeologica italiane. E la circolare di gennaio che ha cancellato la figura di dirigente dalla sede teatina. De Marinis e Legnini hanno assicurato il loro interessamento e la volontà di chiedere spiegazioni al governo Renzi. (y.f.)