Anche novembre sarà senz’acqua «Mai finora tante chiusure così»

2 Novembre 2021

Sorgenti a secco: Sasi programma un altro mese di razionamenti in città e in tutto il comprensorio Il tecnico D’Ippolito: «Siamo sotto la portata minima». La beffa dei lavori per la ricerca delle perdite

LANCIANO. Un altro mese di chiusure e razionamenti. La crisi idrica non allenta la sua morsa, senza piogge e senza neve le sorgenti sono a secco e la Sasi, la società che gestisce il servizio idrico in 87 comuni della provincia, continuerà con chiusure notturne e razionamenti quotidiani che stanno mettendo in ginocchio da mesi le contrade lancianesi e alcuni comuni più di altri. E le conseguenze della crisi non sono solo i rubinetti a secco, le proteste degli utenti esasperati, ma anche il rallentamento di alcuni lavori, come quelli per la ricerca perdite e il raddoppio delle bollette elettriche della Sasi passate da 250mila a 500mila euro al mese.
LE CHIUSURESi sperava che il triste elenco dei comuni dove la Sasi effettua le chiusure serali, a novembre non ci fosse più sul sito della società. Non è così. L’ elenco c'è e non si accorcia nemmeno. Non è mai accaduto prima che a novembre, così come ad ottobre, la Sasi facesse i razionamenti, ma come ripetuto più volte dal presidente Gianfranco Basterebbe l'acqua non c'è, e quella che c’è va razionata. «Si continua a viaggiare sotto la portata minima», spiega Pio D'Ippolito, responsabile dell'area tecnica della Sasi. «La sorgente del Verde, che da sola copre il fabbisogno dell'81 per cento degli utenti, non arriva ai 1.200 litri al secondo necessari a garantire un servizio efficace. E nonostante da mesi siano accesi tutti e 4 i pozzi di soccorso si arriva a 1.000 litri, scarsi. Non bastano, e di conseguenza chiudiamo la notte per far riempire i serbatoi e aumentare anche la pressione che viene meno durante il giorno, tanto che alcune volte l’acqua sembra andare via prima». Il problema è che senza piogge che alimentano almeno le sorgenti superficiali e le nevicate che mancano da due anni ormai, la situazione non migliora. «Non è mai accaduto che a novembre facessimo ancora chiusure quotidiane», ricorda D'Ippolito «e capiamo la sofferenza delle persone; siamo utenti anche noi».
LE PROTESTEMa per molti la carenza d'acqua è solo una scusa e sono le reti che creano problemi. «Da Natale scorso noi contradaioli patiamo la sete», ricordano alcuni residenti di Villa Andreoli che con Marcianese, Serre, Iconicella, Re di Coppe, Colle Pizzuto, Villa Elce, Sant’Onofrio, Selva Rotonda, Villa Pasquini, Rizzacorno e Carrieri, sono con rubinetti a secco dal pomeriggio. «E non abbiamo tutti l’autoclave», aggiungono. «Ad ogni modo non è l'autoclave che risolve il problema, servono investimenti sulle reti. E i soldi ci sono visto che paghiamo bollette salate». E le proteste ci sono anche per gli orari non rispettati e per alcune zone che non finiscono nell'elenco, ma che restano senza acqua.
I LAVORISenz’acqua anche alcuni lavori subiscono intoppi. «Vanno a rilento i lavori per la ricerca perdite», riprende D'Ippolito, «queste si effettuano soprattutto di notte per sentire meno rumori, ma senza acqua di notte i lavori si fanno di giorno, con difficoltà notevoli. Abbiamo sistemato una piccola pompa ad Altino per far arrivare l'acqua al paese e in contrada Briccioli che altrimenti erano all'asciutto e si fanno riparazioni. Abbiamo progetti pronti ma servono i finanziamenti dal ministero». E tenere accese le pompe per far arrivare l'acqua ha ripercussioni anche sulle bollette dell'energia elettrica della Sasi, «raddoppiate», fa notare D'Ippolito, «da 250mila a 500mila euro al mese».
FOSSACESIASull'emergenza acqua il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, convocherà il consiglio comunale e chiesto la partecipazione della Sasi. «Da molti mesi», sostiene Di Giuseppantonio «qui le interruzioni idriche sono quotidiane e riceviamo le proteste. Governo e Regione pongano il problema tra quelli più urgenti da affrontare e risolvere».
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