Ancora lite sul Marrucino, salta il patto per le nomine

23 Marzo 2021

Oggi in Regione la seduta dedicata alla scelta di un componente del cda, ma il braccio di ferro tra Febbo e Fratelli d’Italia blocca l’iter: decisione a rischio

CHIETI. Sulla carta intestata della Regione Abruzzo è il giorno della scelta: oggi dalle 12, al palazzo dell’Emiciclio all’Aquila, si riunisce il consiglio regionale e al quarto punto è in programma «l’indicazione del componente della Regione in seno al cda del Teatro Marrucino». Ma non si trova l’accordo sul nome: avanza il braccio di ferro tra Forza Italia, con il consigliere Mauro Febbo che preme per il suo “cavallo” Paolo Roccioletti, e Fratelli d’Italia, che non vuole fare regali al dissidente delle elezioni e ha intenzione di scegliere tra Massimo Longaretti, Antonello D’Aloisio e Frank William Marinelli. A fare da spettatore c’è la Lega che non sembra interessata alla scalata al Marrucino. Non c’è il patto per le nomine e la seduta di oggi è a rischio.
LITE IN REGIONE Sono 11 i candidati in corsa per un posto nel cda dell’istituzione simbolo della città, 203 anni di storia. Ma per sapere chi sarà il prescelto della Regione, che poi si aggiungerà al presidente e a un altro componente indicati dal Comune, forse bisognerà aspettare e non si sa ancora quanto: la discussione sul Marrucino potrebbe slittare ed essere rinviata al prossimo consiglio regionale. Le liti della politica bloccano anche il teatro.
LO SCONTRO Fratelli d’Italia e la Lega non vogliono “regalare” la nomina a Febbo: i veleni delle elezioni comunali perse il 5 ottobre scorso non sono ancora smaltiti. A Chieti, Febbo non ha voluto appoggiare il candidato del centrodestra Fabrizio Di Stefano (Lega) se non alla vigilia del ballottaggio. Ma quell’accordo ha partorito una sconfitta e la consegna della città al centrosinistra e alle liste civiche di Diego Ferrara e Paolo De Cesare dopo 10 anni di governo. «Il dente duole ancora», ripetono gli esponenti di Fratelli d’Italia che già pregustano la vendetta del Marrucino: Febbo, che negli ultimi anni si è presentato come l’uomo di mezzo tra la Regione e il Marrucino, quasi un garante dei fondi pubblici, potrebbe ritrovarsi improvvisamente fuori dai giochi delle nomine. Se oggi ci fosse un rinvio del voto – l’indicazione avverrebbe a scrutinio palese – passerebbe un altro mese con l’attività amministrativa del teatro paralizzata, sebbene in un periodo di stop ma con uno sguardo verso la riapertura: il cda è zoppo da 6 mesi perché De Cesare, nel frattempo eletto vicesindaco, si è dimesso e il presidente uscente Cristiano Sicari è costretto all’ordinaria amministrazione.
I NOMI Roccioletti, vicino a Febbo, è stato già presidente del Marrucino; Longaretti è ex assessore a Picciano ed ex segretario particolare del capogruppo di Fdi in Regione, Guerino Testa; D’Aloisio, avvocato di Chieti, è stato candidato al Comune con Fdi (171 voti) ma su di lui ci sarebbe il veto della Lega dopo un addio tra le polemiche; Marinelli, il più giovane con i suoi 23 anni, coordinatore nazionale della Federazione Chorus Inside e vice presidente regionale, potrebbe essere la sorpresa. Gli altri in lizza per la poltrona regionale sono: Sabatino Ciocca, Enrico Di Giambattista, Giancarlo Zappacosta, Mariapaola Lupo, Massimo Magri, Antonio Bizzarri e Gianpaolo Lufrano.
TUTTI GLI ALTRI In corsa per i due posti del Comune sono in 35: il presidente uscente Sicari, gli stessi Roccioletti e D’Aloisio, e poi Giustino Angeloni, Rita Di Falco, Filomena Grasso, Eminda Turli, Francesco Paolini, Maria Cristina Stumpo, Concetta Nasuti, Patrizia D’Agostino, Marco Vignali, Giancamillo Marrone, Oscar D’Angelo, Sabatino Ciocca, Fabio D’Orazio, Massimo Pasqualone, Antonio Lucifero, Annamaria Talone, Eliodoro D’Orazio, Pierluigi Pennetta, Valerio Cavallucci, Gianmarco Pescara, Marco Ranellucci, Rosalinda Falcucci, Leonardo Luca Di Quilio, Enrico Di Giambattista, Alessandra Troilo, Lisa La Torre, Giancarlo Visini, Domenico Di Virgilio, Simone Bucciarelli, Letizia Di Tommaso, Roberto Nicorelli, Anna Gabriella Tatasciore e Adriano Mollica.
SICARI-ANGELONI L’amministrazione di centrosinistra-liste civiche è indecisa sulla conferma di Sicari, 55 anni, uomo di centrodestra ma apprezzato anche dal sindaco, o se cambiare con Angeloni. Angeloni, ingegnere di 71 anni con un pedigree di destra e passione per la storia cittadina, è stato candidato nella lista La Teatinità con De Cesare. Alle elezioni, Angeloni ha preso 63 voti e non è stato eletto.