«Andate via da Chieti», e giù botte Pescarese in ospedale, tre nei guai

Pestaggio allo Scalo innescato dalla rivalità territoriale: la vittima e due amici derubati anche dell’auto Presi gli assalitori, hanno tra 18 e 19 anni: uno di loro è già sottoposto al divieto di frequentare i locali
CHIETI. «Andate via da Chieti». È il senso delle parole pronunciate da tre giovani che, ieri notte, si sono accaniti su un diciannovenne pescarese, pestandolo in strada allo Scalo, nella zona di via Vasto, una traversa della Colonnetta, a pochi passi dai locali della movida. I due amici del ferito sono riusciti a sfuggire alla furia degli assalitori, che hanno anche derubato le vittime della loro automobile, parcheggiata nelle vicinanze. Gli autori dell’aggressione sono stati già identificati e denunciati dai poliziotti della squadra volante. Si tratta di due ragazzi di 18 anni – uno residente a Manoppello e l’altro a Francavilla al Mare – e uno di 19 che vive in città: saranno chiamati a rispondere di lesioni personali, furto aggravato e danneggiamento.
LA RICOSTRUZIONE
In base a una prima ricostruzione, i due gruppetti si incrociano dopo l’una di notte. C’è una conoscenza pregressa e, nel giro di pochi minuti, la situazione degenera. Il più scatenato è l’appena maggiorenne di Manoppello, già noto alle forze dell’ordine nonostante la giovane età e attualmente sottoposto al Daspo Willy, il divieto di accesso e di stazionamento nei pressi dei locali, che prende il nome dal giovane cuoco di origine capoverdiana ucciso a Colleferro (Roma) il 6 settembre 2020. Fatto sta che il diciannovenne di Pescara viene raggiunto e colpito ripetutamente al volto, al punto tale da crollare sull’asfalto. La violenza, ricostruiscono gli investigatori, è esplosa «senza apparenti e validi motivi». Ma, nel corso del pestaggio, gli aggressori pronunciano frasi che richiamano una sorta di rivalità territoriale. Anche se due assalitori hanno la residenza fuori Chieti, infatti, sono soliti frequentare la città e, in modo particolare, la zona dei locali. Non contento, il terzetto di violenti riesce pure a rubare l’automobile con la quale i pescaresi sono arrivati allo Scalo: le stesse vittime li vedono a sfrecciare a bordo della vettura di cui si sono impossessati. Nel posto in cui era parcheggiata la macchina restano pezzi di carrozzeria ed effetti personali che erano all’interno del veicolo.
LE INDAGINI
La richiesta d’intervento al 113 arriva intorno all’una e quaranta. In via Vasto si precipitano gli agenti della volante, mentre il ferito viene trasportato all’ospedale di Chieti, dove i medici gli diagnosticano lesioni guaribili in 15 giorni. I poliziotti, attraverso le immagini delle telecamere e le testimonianze delle vittime che conoscono i loro aggressori, riescono a identificare i responsabili del pestaggio. L’auto viene ritrovata sotto casa del diciottenne di Manoppello. Il questore Francesco De Cicco sta valutando «ulteriori provvedimenti interdittivi» nei confronti dei violenti.
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