Andrea e Domenico, oggi la città si ferma

Alle 10,30 i funerali a San Marco. Il conducente dell’auto positivo all’alcoltest: è agli arresti in ospedale. Dimesso l’altro ferito
VASTO. Questa mattina Vasto saluta per l’ultima volta Andrea Marinelli e Domenico Castrignanò. Per il conducente che guidava l’auto sulla quale le vittime sono morte sono momenti drammatici.
La disperazione. «Voglio morire anch’io». È sconvolto e non si da pace, Mattia Lammanda, 25 anni il giovane che era alla guida della Panda protagonista all’alba di domenica del tragico incidente costato la vita al calciatore Andrea Marinelli, 22 anni, e allo studente universitario Domenico Castrignanò, 21. Il giovane risultato positivo all’alcoltest col tasso alcolemico di 1,5, è in stato di fermo nell’ospedale San Timoteo in attesa di essere ascoltato dalla Procura di Larino. Il fermo si tramuterà in arresti domiciliari non appena sarà dimesso dal nosocomio molisano, come confermato in una nota dei carabinieri di Termoli. «Il tasso alcolico del giovane dopo l’incidente superava i limiti stabiliti dalla legge», spiegano i militari della Compagnia. «In considerazione della gravità dell’accaduto è stata applicata la normativa entrata di recente in vigore notificando al giovane un provvedimento di arresti domiciliari nell’ospedale dove si trova ricoverato». Il giovane è guardato a vista perché potrebbe commettere qualche sciocchezza. «Sta malissimo», conferma il difensore, l’avvocato Giovanni Cerella. «Non sono le ferite sul suo corpo a preoccupare ma quelle dell’anima. Non si dà pace, non parla. Piange e si dispera. È molto provato. Per lui le vittime erano come fratelli. Mai avrebbe voluto far loro del male. Figurarsi una fine così tragica». È accusato di duplice omicidio stradale. Delle indagini il difensore non vuole parlare.
Le indagini. «Il rapporto completo deve ancora essere consegnato alla Procura. Sono necessarie nuove perizie. Ogni considerazione al momento è inopportuna», taglia corto Cerella. Da amici e conoscenti trapelano notizie e particolari sulla drammatica notte. Pochi secondi prima della tragedia, stando a quanto raccontato da persone vicine all’indagato, il guidatore, le due vittime e un quarto amico, per concludere e suggellare una serata spensierata, pare che avessero deciso di fare un selfie. Poi lo schianto violento e senza scampo per Andrea che sedeva vicino al conducente e Domenico che era dietro di lui. La Procura ha fatto transennare l’area dell’incidente e disposto accurate perizie per appurare le condizioni del guardrail. La difesa dell’indagato ha nominato un proprio perito che ieri ha effettuato un primo sopralluogo sulla statale 16 Adriatica. Al vaglio l’ipotesi è di un’eventuale corresponsabilità nel sinistro mortale. Molto provato psicologicamente anche il quarto giovane che viaggiava sulla Panda dietro al conducente: G.R. è stato sfiorato dal guardrail e ha visto morire accanto a sè l’amico Domenico. È vivo per miracolo e ieri ha lasciato l’ospedale di Vasto, dove era ricoverato.
I funerali. Intanto, dopo l’ispezione cadaverica eseguita sui corpi delle vittime da un medico legale dell’Università di Foggia, le due salme sono state riconsegnate alle famiglie. La camera ardente è stata allestita al San Timoteo. Un fiume di gente ha reso omaggio dal pomeriggio di ieri ai due feretri. Fra loro il sindaco Francesco Menna, il vice Paola Cianci e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Forte. Molti i rappresentanti dell’Arma dei carabinieri (il papà di Domenico è comandante della stazione dei carabinieri di Vasto) e del mondo sportivo (Andrea era calciatore del Vasto Marina). Le salme rientrano a Vasto questa mattina. I funerali saranno celebrati per entrambi alle 10,30 nella parrocchia di San Marco. Prima dei funerali si terrà una cerimonia sul piazzale. Al termine del rito religioso la salma di Domenico Castrignanò sarà trasferita al cimitero di Cupello, quella di Andrea Marinelli al camposanto di Vasto.
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