«Andò via di sua iniziativa» Per la Procura caso chiuso

Il Gip si pronuncia a giorni sulla richiesta di archiviazione dell’inchiesta Secondo i magistrati non ci sono i presupposti per l’istigazione al suicidio
VASTO. Per la Procura di Vasto Eleonora Gizzi si allontanò volontariamente da casa e sempre volontariamente scelse di lasciarsi morire. Per questo motivo mancherebbero elementi di ulteriore approfondimento delle indagini e l’inchiesta andrebbe archiviata. Il sostituto procuratore del tribunale di Vasto, Giancarlo Ciani che ha indagato sulla vicenda, ieri mattina ha confermato la richiesta di archiviazione. A giudizio del magistrato non ci sono i presupposti per l’istigazione al suicidio. Probabilmente la settimana prossima si saprà se il giudice per le indagini preliminari (gip) accoglierà la richiesta del pm o quella dell’avvocato Federica Benguardato, legale dell’associazione Penelope, l’associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, e del padre di Eleonora, Italo Gizzi. L’avvocato Benguardato l’8 maggio scorso ha presentato al gip, Anna Rosa Capuozzo, la richiesta di approfondimento delle indagini. Accanto al corpo di Eleonora fu trovata, infatti, una maglietta di colore beige sulla quale fu individuato del Dna maschile. Un indumento quindi che non apparteneva ad Eleonora. Nessuno sa a chi appartenesse quel Dna ma sicuramente Eleonora non fu sempre sola. La persona che indossava quella maglietta avrebbe potuto avvisare gli investigatori e la famiglia della ragazza ma non lo fece lasciando morire Eleonora sotto un viadotto che dista da casa meno di un chilometro.
«Questo rivela che non voleva fuggire chissà dove. Forse voleva essere trovata», ha dichiarato l’avvocato Benguardato subito dopo aver presentato la richiesta di prosieguo delle indagini per istigazione al suicidio. «Attendiamo fiduciosi che arrivi la notifica dell’eventuale udienza». La morte di Eleonora Gizzi non sarà mai chiarita completamente. I poveri resti ritrovati sotto il viadotto non hanno permesso agli inquirenti di chiarire il giallo. Ora chi ha voluto bene ad Eleonora attende le decisioni del gip.
I legali di Penelope continueranno a seguire la vicenda. L’associazione si è messa a disposizione per un sostegno anche psicologico in un momento molto difficile per la famiglia della giovane. In attesa delle imminenti decisioni del giudice Capuozzo, l’avvocato Benguardato si è trincerata dietro il silenzio. Un modo probabilmente per non creare false aspettative.
Paola Calvano
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