Anestesista assunto al Renzetti ma subito dirottato a Ortona

10 Gennaio 2015

LANCIANO. Doveva prendere servizio a Lanciano, dove il reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale Renzetti chiede da tempo rinforzi, invece il tanto atteso anestesista è stato dirottato ad...

LANCIANO. Doveva prendere servizio a Lanciano, dove il reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale Renzetti chiede da tempo rinforzi, invece il tanto atteso anestesista è stato dirottato ad Ortona. Nei mesi scorsi la direzione della Asl Lanciano Vasto Chieti aveva annunciato l’arrivo di un nuovo medico per completare l’organico al Renzetti e aveva anche deliberato che questi avrebbe dovuto prendere servizio il 2 gennaio. Ma, la mattina stessa nessun anestesista nuovo si è presentato al Renzetti. Anzi, in ospedale il medico si è presentato, ma in quello di Ortona dove pure c’è carenza e dove la Asl nel frattempo lo aveva riconfermato.

«É inconcepibile che accadano cose del genere», attacca il sindaco Mario Pupillo «dimostra che la Asl non ha per nulla a cura l’ospedale Renzetti. C’è molta disattenzione verso il presidio frentano. O forse c’è l’intenzione di vederne scendere i numeri, in particolare degli interventi, per avere poi la possibilità di fare scelte che lo potrebbero penalizzare. Il calo dell’attività operatoria pesa enormemente sulle valutazioni del presidio. Quindi va potenziato l’organico degli anestesisti e degli infermieri di sala, per poter poi fare valutazioni che siano corrette».

Il sindaco evidenzia che l’organico degli anestesisti è al limite perché oltre a mancarne un paio, 3 medici sono dirottati ad Atessa. «Essendo quello di Atessa un ospedale per acuti, per legge deve avere la presenza h24 di un anestesista –rianimatore», spiega Pupillo «una presenza attiva ma anche le reperibilità. Nulla da dire a proposito, ma di conseguenza è necessario che il Renzetti abbia almeno 2/3 medici in più. Che tra l’altro erano stati promessi. A pieno regime, poi, con 18 anestesisti, altri infermieri di sala, tutte e 6 le sale operatorie frentane (4+2dedicate all’oculistica) lavorerebbero e riuscirebbero a fare anche un numero maggiore di interventi di elezione. Che sono poi quelli che fanno salire le valutazioni positive per il presidio. Invece qui tra urgenze ed emergenze, pochi medici, le sedute per gli interventi programmati si riducono mentre le liste di attesa si allungano con la conseguenza poi che l’utente si rivolge altrove con danni per le casse Asl e dell’ospedale. Senza contare poi i disagi dovuti al fatto di doversi operare lontano da casa». Servono quindi anestesisti, che è poi un’esigenza cronica per l’intera azienda, ma anche infermieri di sala. Con una decina di infermieri in più si potrebbero utilizzare tutte le sale operatorie e tutti i pomeriggi facendo quindi salire sensibilmente il numero degli interventi giornalieri. Che sono già molti.

Teresa Di Rocco

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