Angeli capovolti sulla chiesa del Corso

Due uomini appendono il quadro sul balcone di San Francesco: le telecamere li riprendono, presto avranno un nome
CHIETI. Un quadro con due angeli capovolti e quattro strisce rosse dipinte con la vernice, come a simboleggiare lacrime di sangue. È stato appeso la scorsa notte, sul balcone della chiesa di San Francesco al Corso, da due uomini ripresi dalle telecamere dei negozi. Adesso la polizia sta indagando per individuare gli autori del gesto e capire cosa possa nascondersi dietro a questo strano episodio avvenuto nel cuore della città.
Al momento il reato ipotizzato dagli investigatori è quello di «offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose». Quale messaggio hanno voluto lanciare? Quei simboli hanno un significato esoterico? Oppure è un avvertimento per qualcuno che abita nelle vicinanze? Gli accertamenti della squadra mobile puntano a risolvere il giallo. Fermo restando che, sempre alle prime ipotesi, non sembra un’azione legata ad ambienti satanici. A chiedere l’intervento della polizia, intorno a mezzogiorno, sono state due anziane che passeggiavano su corso Marrucino e hanno notato quella tela, di scarso valore, raffigurante i famosi putti dipinti da Raffaello nella cappella Sistina. Sul sagrato c’erano macchie della vernice utilizzata per tracciare le linee rosse sul quadro.
Sul posto, oltre agli agenti della volante con il dirigente Antonello Fratamico, sono arrivati gli uomini della scientifica e della squadra mobile. Dopo i rilievi, finalizzati a individuare impronte e altri dettagli utili all’inchiesta, gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti in zona. Quelle di un negozio hanno ripreso due uomini – uno di loro aveva uno zainetto sulle spalle – arrivati davanti alla chiesa intorno alle 2. La coppia ha impiegato più di mezz’ora per attaccare il quadro al balcone, utilizzando dello scotch per pacchi, e per dipingere le strisce rosse. Prima di andare via, hanno fotografato il quadro capovolto.
La tela è stata portata nei vicini uffici della questura per ulteriori accertamenti. Stamattina una prima informativa arriverà sul tavolo del pm di turno Giancarlo Ciani.
In tanti, turisti compresi, hanno notato la presenza della polizia e si sono fermati davanti alla chiesa per chiedere informazioni. Poi le immagini del quadro sono state pubblicate sui gruppi Facebook dedicati alla città, scatenando il dibattito anche su internet.
La chiesa di San Francesco al Corso è inagibile dal terremoto del 2009: dieci anni di attesa non sono stati sufficienti per restituire alla città uno dei suoi gioielli.
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