Angelini chiede gli atti chiave Ma la curatela non li presenta

4 Ottobre 2014

CHIETI. Il diritto alla difesa di Vincenzo Angelini, l’ex re della sanità privata che fece arrestare Ottaviano Del Turco, rischia di essere negato da un singolare ritardo. Gli atti chiave della...

CHIETI. Il diritto alla difesa di Vincenzo Angelini, l’ex re della sanità privata che fece arrestare Ottaviano Del Turco, rischia di essere negato da un singolare ritardo. Gli atti chiave della curatela del crac Villa Pini (cosa è stato venduto, quanto è stato incassato, nonché le transazioni con le Asl) non escono dai cassetti della dottoressa Giuseppina Ivone, curatrice del fallimento da 120 milioni di euro. La difesa di Angelini, l’avvocato Gianluigi Tucci, li ha chiesti da mesi, ricorrendo a vie legali. E una sentenza del tribunale civile impone alla Ivone di produrli. Ma gli atti, finora, non sono usciti. Così, ieri mattina, il processo per bancarotta che vede imputati Angelini, la moglie, una delle figlie ed i sindaci revisori della società Villa Pini, è stato rinviato al 7 novembre da dal giudice Patrizia Medica. La dottoressa Ivone dev’essere risentita come teste d’accusa insieme ai consulenti di parte Sergio Cosentino e Luigi Labonia che, dopo l’esame dei pm Mennini e Bellelli, dovranno sottoporsi al controesame della difesa. Che però, senza quegli atti, non potrà mai incalzare la teste Ivone. Se fosse una partita, scriveremmo di catenaccio. Ma siamo in tribunale.