Angelini e la figlia Chiara assolti 5 volte in un giorno

CHIETI. Cinque assoluzioni, “perché il fatto non sussiste”, per Vincenzo Angelini e la figlia Chiara quali legali rappresentanti delle società del gruppo Villa Pini, per i reati di omesso versamento...
CHIETI. Cinque assoluzioni, “perché il fatto non sussiste”, per Vincenzo Angelini e la figlia Chiara quali legali rappresentanti delle società del gruppo Villa Pini, per i reati di omesso versamento sia dei contributi previdenziali che delle ritenute nel periodo che va da metà 2008 a tutto il 2009, fino al fallimento decretato ad inizio 2010. Il giudice Patrizia Medica (foto) nel rito abbreviato di giovedì ha riunito i 5 procedimenti in uno solo e dato ragione al difensore Gianluigi Tucci, dopo aver ascoltato le testimonianze del dirigente dell’Ufficio contabilità di Villa Pini, Giuseppe Del Grosso, e del consulente di parte Sergio Spinelli che ha ricostruito la situazione lavorando con il collega, Pietro Iavarone. Gli Angelini non erano tenuti a pagare né i versamenti né le ritenute sugli stipendi dei dipendenti perché dalla metà del 2008 non è stata più Villa Pini a erogare gli emolumenti ma direttamente la Asl con quattro delegazioni di pagamento avvenute nel 2009 e riferite anche a metà 2008. A quel punto il sostituto d’imposta, cui spettava l’onere di previdenza e ritenute, non era più Villa Pini ma la Asl. Con queste le assoluzioni salgono a otto. (a.i.)

