Angelini, Marino non c’è L’udienza salta ancora

20 Luglio 2016

L’ex sindaco di Roma, teste nel processo sulle villette lager di Villa Pini, non arriva Il presidente Spiniello ne chiede l’indirizzo all’Ordine dei medici della Capitale

CHIETI. Non sarà mica un marziano questo senatore Marino? La domanda sfugge pressappoco in questi termini al giudice Geremia Spiniello quando viene a sapere che non si è riusciti, ancora una volta, a citare l’ultimo teste del processo a carico di Vincenzo Angelini: l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino. Già a febbraio scorso si era tentato di convocare Marino, che da senatore nel 2009 guidò una ispezione parlamentare nelle strutture di riabilitazione psichiatrica di Villa Pini. Da quella ispezione si aprì il processo sulle cosiddette “Villette lager” che vede come imputati Angelini, la figlia Chiara e la moglie Anna Maria Sollecito (tutti difesi da Gianluigi Tucci) che devono rispondere di abbandono di incapace, di aver tenuto aperte strutture non autorizzare e di truffa, con un indebito arricchimento di 24 milioni di euro dal 2005 al 2009, facendo passare per pazienti psichiatrici, la cui assistenza ha costi altissimi, persone che non lo erano. Di questo reato deve rispondere anche Giovanni Pardi (difeso da Emanuele Di Pietro), coordinatore delle strutture psicoriabilitative di Villa Pini. Di omesso controllo, invece, sono accusati Vincenzo Recchione (assistito da Domenico Budini), responsabile del Dipartimento assistenza ospedaliera della Asl, e Claudio Cignarale (difeso dall’avvocato Roberto Di Loreto), delegato dalla Asl all’attività di vigilanza delle strutture residenziali psichiatriche di Villa Pini. La Asl, con l’avvocato Cristiano Sicari, è parte civile.

L’udienza di ieri, fissata alle 10, è partita con il presidente Spiniello che chiedeva a Tucci se era riuscito a scoprire l’indirizzo del senatore, che già a febbraio scorso appariva irrintracciabile, e se era ancora intenzionato a voler ascoltare Marino. Tucci ha risposto che non rinunciava al suo teste (che nel processo figura anche come persona offesa) ma che non era riuscito ancora a citarlo correttamente. Ci aveva provato inviando la richiesta al Senato (dove Ignazio Roberto Maria Marino ha ancora un ufficio di rappresentanza nonostante si sia dimesso da senatore nel 2013) e persino interpellando l’Ordine dei medici di Roma di cui Marino fa parte. Dall’Ordine dei medici, però, non ha potuto ricevere informazioni utili a causa della legge sulla privacy. Proprio per aggirare questo problema, Tucci ha chiesto l’aiuto della corte, che gli è venuta subito incontro. Spiniello ha infatti ordinato alla cancelleria del tribunale di interpellare l’Ordine dei medici per rintracciare l’indirizzo di Marino. La cancelleria si è mossa subito, ma la risposta è arrivata solo poco dopo le ore 18. Ottenuto l’indirizzo, Spiniello ha chiesto alla cancelleria di fare ulteriori verifiche sulla sua validità e ha fissato al 4 ottobre la prossima udienza.

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