Angelini, è caccia ad altri beni: analisi su cellulari e computer

La procura ha ordinato anche la perquisizione informatica: potrebbero emergere informazioni utili per individuare ulteriori opere d’arte e oggetti di valore appartenenti all’ex imprenditore della sanità
CHIETI. È caccia ad altri beni dell’ex imprenditore della sanità Vincenzo Maria Angelini. Dopo la confisca ordinata a seguito della sentenza diventata definitiva per una maxi truffa da 46 milioni di euro ai danni della Regione, non si fermano le indagini dei carabinieri, coordinate dal procuratore capo Francesco Testa: ammonta a oltre 32 milioni di euro la somma da recuperare, anche per equivalente, come disposto dal tribunale di Chieti e confermato poi dalla Corte d’appello dell’Aquila e dalla Cassazione. Ecco perché nei confronti di Angelini, 68 anni, è scattata anche una perquisizione informatica: dall’analisi di cellulari, computer, tablet e altri supporti potrebbero emergere informazioni utili per individuare soldi, opere d’arte, gioielli e oggetti di valore da confiscare. Proseguiranno nelle prossime ore le perquisizioni negli immobili di proprietà di Angelini o a lui riconducibili. Finora, gli investigatori hanno messo i sigilli a due appartamenti di Chieti in viale Europa, a poca distanza dalla villa comunale, a una casa a Pescara e alla villa di Francavilla al Mare in cui vive il 68enne. I militari dell’Arma, con la collaborazione del Nucleo tutela patrimonio culturale, hanno portato via quadri, anche di pittori famosi come Morandi e Cascella, oro, diamanti, smeraldi, orologi, argenteria e statue, il cui valore è ancora da stimare. Le opere d’arte saranno messe all’asta. Nel frattempo, la procura ha intenzione di avviare un confronto con la curatela fallimentare di Villa Pini per accertare se e quali immobili siano già sottoposti a vincolo per i creditori. Nelle abitazioni di Angelini, come è emerso tre giorni fa durante l’esecuzione dell’ordinanza di confisca, sono tuttora custoditi beni di lusso: centinaia di occhiali da sole, ancora con l’etichetta, una quantità enorme di sigari cubani, una montagna di scarpe marca Tod’s.
A breve verrà messa in esecuzione anche la condanna a 7 anni di reclusione, sempre per la storia della maxi truffa alla Regione. Angelini è già in detenzione domiciliare per scontare un’altra pena definitiva, a 8 anni di reclusione, per la bancarotta del gruppo Villa Pini. Finora, l’ex imprenditore è riuscito a evitare il carcere per motivi di salute.
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