Angeloni, l’ingegnere col sangue neroverde

Personaggi della teatinità. Il professionista con la passione per il Chieti calcio autore di un libricino “Nemmene le sumente” dove racconta la città che fu
CHIETI. C'è chi sostiene che nelle vene di Giustino Angeloni, ingegnere chimico di grande competenza ed esperienza, maturata in importanti incarichi professionali, il sangue che scorre non è di colore rosso, ma nero-verde. I colori della squadra del Chieti calcio, che «per me», sono sue parole, «viene prima di qualsiasi cosa al mondo». Detto da un professionista, come Giustino Angeloni, che ha avuto ed ha un vita lavorativa piena di impegni e soddisfazioni, può apparire esagerato, ma chi conosce bene il personaggio sa che quell'amore è sincero, spinto da una passione nata ai tempi della Civitella, il mitico campo dove il Chieti giocava, a poca distanza dal luogo dove Giustino è nato. Una passione che ha raccontato in un delizioso libricino, “Nemmene lu sumente", diventato un oggetto di culto per i teatini, dove Giustino racconta come è nata la sua passione per la squadra neroverde e offre un bellissimo spaccato della Chieti che fu, attraverso la descrizione di personaggi che vivevano nel cuore della antica Teate, la Civitella. Un amore davvero smisurato, da parte di un personaggio certamente singolare, come è Giustino Angeloni, che a buon diritto fa parte di quelli che sono abituati a buttare il cuore oltre ogni ostacolo, pur di arrivare allo scopo. Ed è con questo spirito, spinto dall'amore per i colori nero-verdi che Angeloni, nell'estate del 2006, decise di scendere in campo per salvare, è il termine giusto, dal tracollo la squadra del Chieti determinato dal fallimento della società. Fu infatti lui a iscrivere la squadra per disputare il campionato di Promozione, fu lui a cercare le risorse, a scegliere tecnico e giocatori, con l'aiuto della piazza che aveva saputo rigenerare e rientusiasmare, insieme al gruppo che si era formato in piazza Trinità. Una decina di persone, tifosi senza se e senza ma della squadra, che si radunava ogni sera per parlare di come non far ammainare la bandiera nero verde. Se il Chieti oggi è ancora sulla scena calcistica lo si deve a lui, "presidente di servizio", di servizio alla città, come lui stesso si è definito e a quel gruppo di incoscienti fedelissimi. La risposta della città all'appassionato appello del presidente Angeloni fu davvero grande; quasi 600 abbonamenti, una presenza costante sugli spalti, con addirittura più di mille persone a seguire la squadra in trasferta. Fu davvero un piccolo grande miracolo. Angeloni ha avuto anche esperienze nella politica: infatti è stato anche combattivo consigliere comunale, eletto come rappresentante del Movimento Sociale, ai tempi dello strapotere democristiano, che amministrava la città contando su una maggioranza assoluta e poi ne ha vissuto un'altra come candidato sindaco, nel 2006, contro Umberto Di Primio, che vinse quelle elezioni, e il sindaco uscente Francesco Ricci. Ad appoggiarlo in questa problematica avventura due liste civiche, di "teatini puri". Il nome e i simboli? Tutto nello stile che piace a Giustino: "Theate Nova", con il campanile di San Giustino e la Colonnetta, che si trova alla Scalo, per rappresentare una città davvero unica, e la Teatinità con l'elmo di Achille, a ricordare le origini di Chieti. Ovviamente la sciarpa nero-verde non mancava mai, nel corso della sua campagna elettorale tutta improntata a dare spazio reale a tutti coloro disposti a difendere la città e a rilanciarne le sorti.
L'esperienza politica si concluse a quel punto, ma Giustino, tornato nella sua Chieti dopo anni vissuti lontano per lavoro, peraltro raccogliendo tante soddisfazioni sul piano professionale, non ha mai cessato di mettere le sue competenze e soprattutto il suo entusiasmo a disposizione della città. Così ha svolto preziosa opera di collaborazione sui problemi ambientali con l'amministrazione comunale ed è stato sempre presente quando si è trattato di fronteggiare situazioni difficili. Attualmente ricopre il ruolo di Coordinatore delle tante associazioni culturali che esistono a Chieti e si può essere certi che, malgrado il periodo certamente non facile per reperire risorse e creare occasioni per eventi, Giustino ancora una volta saprà superare ogni ostacolo, in "puro stile ultra" della sua amata città.

