Annega a 34 anni per salvare l’amica

9 Giugno 2017

Giovanni Fusco si è tuffato quando ha visto la 28enne in difficoltà: è stato risucchiato dai mulinelli. Salve altre due ragazze

SAN SALVO . Annega per salvare l’amica in difficoltà in mare. Una giornata spensierata si è trasformata in tragedia nella tarda mattinata di ieri, a San Salvo. Giuseppe Fusco aveva solo 34 anni. È stato risucchiato dai mulinelli che si formano vicino alle barriere frangiflutti ed è morto. I soccorsi non hanno potuto niente. Salva grazie all’intervento di un bagnino, la ragazza, Cristina Bancu, 28 anni, di origine romena e residente a San Salvo. La tragedia è avvenuta poco dopo le 13,30.
In base ad una prima ricostruzione Cristina era al mare con Giuseppe (che era originario di Benevento e lavorava a Boiano, nel Molise) ed altre due amiche. Si è tuffata con le altre ragazze nel tratto di mare antistante l’hotel Milano, a ridosso del porto turistico Le Marinelle. Poco dopo le ragazze sono state sorprese dalla corrente. Hanno iniziato ad annaspare e a chiedere aiuto. Due sono riuscite a raggiungere la riva. Cristina no. Un assistente bagnante della Protezione civile Valtrigno l’ha vista in difficoltà e si è subito tuffato. In suo aiuto è arrivato anche Fusco. La ragazza è stata riportata a riva e affidata alle cure degli operatori 118, che hanno rianimato la ragazza. Dopo le prime cure sul posto, la giovane è stata trasferita al San Pio. Non è in pericolo di vita ma è sotto shock. Dopo averla salvata il bagnino si è rituffato in mare ed ha cercato di raggiungere anche Fusco, ma il giovane non galleggiava più.
Circomare, polizia municipale e carabinieri hanno cominciato le ricerche anche con l’aiuto di un elicottero della Capitaneria di porto. Poco dopo le 14 il mare ha restituito il corpo senza vita del 34enne. Giuseppe Fusco era vicino agli scogli. A trovarlo sono stati i sommozzatori. I tentativi di rianimazione sono falliti. L’uomo è stato recuperato con il verricello e portato sulla spiaggia. Dopo l’ispezione cadaverica, la salma è stata restituita alla famiglia. Inevitabilmente la tragedia ha riacceso la polemica sulla pericolosità degli scogli frangiflutti. L’Ufficio circondariale marittimo di Vasto, nell’ordinanza di sicurezza balneare che viene trasmessa ogni anno, ha previsto divieti e segnalazioni per evitare che i bagnanti vengano sorpresi da improvvisi vortici che si creano negli spazi tra le barriere frangiflutti, realizzate nel corso degli anni per prevenire l’erosione del litorale. Le barriere di fatto cambiano le correnti marine (il cosiddetto fenomeno “rafting”). La cronaca racconta che anche la fascia riservata alla balneazione può essere molto pericolosa anche per esperti nuotatori. Tante le vittime da Torino di Sangro a San Salvo marina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA