Annega a Punta Aderci, disperso l’amico

25 Agosto 2016

La vittima è un 29enne di Penne, feriti il fratello e un turista che si erano tuffati con una ragazza per salvarli dalle onde

VASTO. Doveva essere una giornata di spensierato divertimento e sane nuotate a Punta Aderci. Si è trasformata in un incubo per un gruppo di amici di Penne. È di un morto, un disperso e due persone tratte in salvo il bilancio di un bagno in mare. La corrente ha sorpreso ieri pomeriggio due giovani di Penne in acqua e li ha trascinati al largo. I soccorritori, un giovane di Lecco, una ragazza e il fratello di uno dei due bagnanti alla deriva, si sono trovati a loro volta in difficoltà. La ragazza, 20 anni, è riuscita a tornare a riva con un materassino. V.C., di Lecco, e Mattia Riccitelli, di Penne, sono riusciti ad aggrapparsi ai pali del trabocco, dove le motovedette non riuscivano a raggiungerli a causa della forza del mare. Gli altri due bagnanti in difficoltà, trascinati dalle onde, sono finiti oltre il trabocco e per loro non c’è stato nulla da fare. Il corpo di Marco Riccitelli, 29 anni, di Penne, figlio di due infermieri del 118, è stato recuperato poco dopo le 17 proprio vicino al trabocco. L’amico, Claudio Basilavecchia, 24 anni, è disperso. «Quando soffia il maestrale la corrente non perdona»: l’autorità marittima ha più volte invitato i bagnanti alla prudenza, ma non sempre le raccomandazioni vengono ascoltate. Neanche i soccorsi immediati non sono riusciti a salvare i due giovani.

La tragedia è avvenuta davanti gli occhi terrorizzati di decine di turisti. Tutto è cominciato verso le 16,30. Marco Riccitelli e Claudio Basilavecchia erano in acqua quando la corrente è aumentata e le onde sono diventate altissime. Pochi minuti dopo i due hanno cominciato ad annaspare. Dalla riva li hanno visti Mattia, il fratello di Marco, V.C. di Monza e la sua ragazza. Riccitelli si è tuffato. Anche gli altri due portando un materassino. «Nuotavano ma non riuscivano a spostarsi», racconta un altro bagnante. La ragazza è riuscita a tenere stretto il materassino e, anche se con difficoltà, ha raggiunto la riva. Il fidanzato e Mattia sono riusciti ad aggrapparsi alle travi del trabocco. La macchina dei soccorsi, coordinata dalla direzione marittima di Pescara si è messa subito in moto. Sul posto sono state inviate tre motovedette, un aereo e l’elicottero “Nemo” della guardia costiera di Catania, che doveva intervenire nella zona del sisma ma è stato dirottato a Vasto. L’equipaggio, individuati i due giovani aggrappati ai pali, ha gettato in mare un verricello. I due ragazzi sono stati tirati su e trasportati all’aeroporto d’Abruzzo.Qui, presi in carico dalla Misericordia di Moscufo, sono stati trasferiti all’ospedale di Chieti. Graffi ed escoriazioni, e tanta paura per loro. Dopo i controlli, entrambi sono stati dimessi.

Nel frattempo l’aereo della Capitaneria di porto e l’elicottero hanno continuato a sorvolare il mare antistante la riserva alla ricerca degli altri due giovani trascinati al largo dalle onde. Alle 17,15 uno dei due, Marco Riccitelli, è stato avvistato vicino ad un asse del trabocco. I soccorritori lo hanno subito raggiunto: purtroppo il giovane era già senza vita. Non respirava più e a nulla sono servite le tecniche di rianimazione. La Procura della Repubblica di Vasto, avvisata dall’autorità marittima e dalla polizia che ha seguito le operazioni, ha concesso la restituzione alla famiglia della salma, ricomposta e trasferita all’obitorio del cimitero cittadino in attesa del trasferimento a Penne. Claudio Basilavecchia è stato cercato a lungo, ma inutilmente. È probabile che la corrente abbia spinto lontano il suo corpo. I mezzi aerei lo hanno cercato fino alle 19, due motovedette della Capitaneria hanno continuato a setacciare il mare fino al tramonto. In serata la ricerche in acqua sono state sospese anche per via della presenza di scogli, che aumentano i rischi. Oggi vengono riprese alle prime luci dell’alba, con l’ausilio del 1° Nucleo subacquei della guardia costiera e del Nucleo sommozzatori di Napoli.

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