Annullò le false licenze taxi Il Tar dà ragione al Comune

SAN VITO. Il Tar di Pescara dà ragione al Comune di San Vito sull’annullamento di decine di autorizzazioni concesse per noleggio di autoveicoli con conducente e poi rivendute a caro prezzo sui...
SAN VITO. Il Tar di Pescara dà ragione al Comune di San Vito sull’annullamento di decine di autorizzazioni concesse per noleggio di autoveicoli con conducente e poi rivendute a caro prezzo sui mercati di città metropolitane come Roma e Napoli. Le sentenze del tribunale amministrativo abruzzese sono state emesse mercoledì scorso: 11 ricorrenti hanno fatto opposizione alla sospensione delle licenze autorizzate in eccesso e irregolari. Ma le autorizzazioni concesse da un ex funzionario del Comune, Angelo Bianco, oggi indagato per abuso d’ufficio e il cui processo penale si svolgerà a Pescara a giugno, erano molte di più.
Il caso scoppiò nel 2012 e sfociò nell’inchiesta della Procura di Lanciano che portò a tre arresti e a un totale di 66 indagati. Tutto era partito dalla denuncia di alcuni tassisti di Roma: nella capitale giravano troppe licenze con conducente rilasciate in Abruzzo. Le indagini portarono alla scoperta di un sistema operante nella capitale, e in qualche caso anche a Napoli, in cui le autorizzazioni rilasciate dal Comune di San Vito venivano rivendute per somme che arrivavano anche a 10mila euro, ma che comunque risultavano nettamente inferiori rispetto a quelle che vengono praticate generalmente nelle grandi città.
A rilasciare queste licenze, senza un regolare bando pubblico, ma solo sulla scorta di due delibere di consiglio comunale del 2008 e 2009, era un funzionario (oggi non più dipendente del Comune). Una volta subodorato che qualcosa non andava l’amministrazione comunale, nel settembre 2012, ha avviato provvedimenti in autotutela, annullando le licenze irregolari autorizzate dal funzionario e sospendendo quest’ultimo dal suo incarico. Il Comune si costituì parte lesa nella vicenda e avviò anche un’indagine interna che portò alla minuziosa verifica, in collaborazione con la polizia municipale, di tutti i fascicoli inerenti le licenze di noleggio. Non solo in molti casi non erano stati rispettati i requisiti di legge, ma addirittura non risultarono utilizzate o esistenti nemmeno le rimesse dove le auto avrebbero dovuto essere parcheggiate una volta esaurito il servizio. Le licenze, per un totale di 35, vennero quindi annullate. Undici titolari di licenze hanno ricorso contro la sospensione. Mercoledì scorso i giudici amministrativi si sono pronunciati. «Le censure di carattere meramente formale», scrivono nella sentenza, «non possono determinare l’annullamento del provvedimento impugnato, essendo emerse in giudizio le ragioni che rendono legittima l’attività amministrativa». (d.d.l.)
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