Antichi mestieri e tradizioni: c’è il museo

ATESSA. Atessa si accresce di un’altra attrazione culturale: inaugurato nei giorni scorsi, nell’ex chiesa di San Gaetano, il museo degli “Antichi mestieri e tradizioni”, ideato e organizzato dall’asso...
ATESSA. Atessa si accresce di un’altra attrazione culturale: inaugurato nei giorni scorsi, nell’ex chiesa di San Gaetano, il museo degli “Antichi mestieri e tradizioni”, ideato e organizzato dall’associazione culturale Ate-Tixe Studium il cui presidente è Giuseppe Rancitelli. La peculiarità di questo museo è mettere insieme attrezzi e tradizioni non avulsi dalla realtà cittadina: gli attrezzi sono appartenuti a persone, contadini e artigiani “mastri”, il cui ricordo è ancora vivo nei più anziani.
Entrando nel museo attrezzi piccoli e grandi spiegano come si facevano un tempo il vino e le salcicce, come si lavava il bucato senza lavatrice, come si “assummave la farine” dentro la “misarelle”, come si arava “nghi lu vutarecchie”, come si prendeva l’acqua “nghi la pèmpe a stantuffe”, come si tesseva “nghi lu tèlare” e “lu filarèlle”, la “friscèlle” di vimini dentro cui si faceva il formaggio. Tanti altri sono i mestieri antichi presenti nel museo: il laboratorio completo da orefice di Camillo Cauli, con gli occhiali, grembiule e tutti i suoi attrezzi, compresa la licenza e lettere originali del 1930; lu “banghène da falignòme” con tanti antichi attrezzi; “lu fabbricatore” con antichi attrezzi di “mastre Rizzire” e di Lorenzo Gargarella, tra cui un’antica pietra di paglia e terra e antichi tubi di scarico di terracotta; “lu fèrrore”, il fabbro e lu callaròre; il ramaio con forge, incudini, lingua di suocera; la”majore”, “lu mediche”, lu sartère”, “lu barbire” e tanti altri mestieri.
«Oltre due anni fa andando in visita a un anziano, e notando che in casa e soprattutto in magazzino erano ammucchiati diversi attrezzi antichi», spiega Rancitelli, «cominciai a pensare di realizzare un museo dove raccogliere tutti questi oggetti, l’universo dei mestieri e delle tradizioni. All'iniziativa si sono uniti Pasquale Rossetti, innamorato come me degli arnesi del passato, bravissimo nell’opera di restauro e Angelo Lalli e Leucio Milanese. Lo scopo è riscoprire ai giovani le proprie radici, cultura e identità attraverso i mestieri e le tradizioni del passato». Da sfondo ai mestieri, gigantografie di alcuni dipinti del maestro Gaetano Minale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

