Antonio, addio con palloncini e applausi

13 Giugno 2020

Tanti amici per l’ultimo saluto al 23enne morto nello schianto in auto di domenica. Il parroco: si stava aprendo alla vita

ORTONA. Un applauso accompagna i palloncini che volano in cielo per l’ultimo saluto ad Antonio Micucci, il meccanico morto domenica scorsa a 23 anni per un terribile incidente stradale. Ieri pomeriggio si sono tenuti i funerali del giovane alla presenza di familiari e tanti amici, tutti con le lacrime agli occhi davanti alla bara che sfilava all’interno della cattedrale di San Tommaso per la cerimonia officiata con le precauzioni del caso al fine di evitare rischi di contagio.
Un dramma che tutti non riescono ad accettare, a partire dalla fidanzata Virginia, inconsolabile all’uscita del feretro dalla cattedrale. Le sue urla di rabbia e dolore riecheggiavano in piazza San Tommaso mentre la mamma del giovane, disperata, veniva sorretta dai familiari davanti alla bara del figlio. Una tragedia infinita: «Quando perdiamo una giovane vita, abbiamo perso tutti una parte di noi», è stata la riflessione di una fedele al termine della messa. «In un momento come questo è difficile pronunciare parole che possano lenire la sofferenza», ha detto invece il parroco durante l’omelia. «Il silenzio, le lacrime e la preghiera sono gli atteggiamenti più consoni per sopportare la morte di un ragazzo che si stava aprendo alla vita».
Anche il sindaco Leo Castiglione ha partecipato alla cerimonia per dare l’ultimo saluto al giovane concittadino. E resta difficile trovare una spiegazione a quello che è accaduto. È complicato accettare che quella Fiat Punto guidata da Micucci e priva di controllo, domenica scorsa intorno alle 20 si sia schiantata lungo la strada Fonte Grande contro una recinzione e una pianta d’ulivo, spezzando per sempre la vita del ragazzo. L’altro che era nell’auto, seduto sul lato passeggeri - M.C., di 23 anni - è rimasto ferito ma fortunatamente è fuori pericolo e ieri ha partecipato ai funerali.
Guardava fisso il feretro che veniva caricato sul carro funebre e chissà quanto dolore avrà provato in quei momenti pensando a tutto ciò che è avvenuto domenica.
Nei giorni scorsi ha postato sul proprio profilo Facebook una canzone di Powfu, intitolata “Death bed”, che tradotta in italiano significa “letto di morte”. Tutto fa presupporre che sia un pensiero rivolto all’amico che non c’è più, compreso il commento che accompagna il post: «Io sono volato via con te, credimi». E a volare ieri erano i palloncini bianchi, a decine lasciati andare in cielo per dare l’addio al ventitreenne, strappato all’amore della fidanzata Virginia e all’affetto della madre Anna, del fratello Emiliano e della sorella Silvana. Antonio lascia un vuoto difficilmente colmabile tra i suoi parenti ed amici, che avranno sempre un pensiero per lui.
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