Antonio e Marco uniti nella fede

3 Ottobre 2016

Diventano novizi di San Camillo per assistere i malati in ospedale

BUCCHIANICO. Grande festa ieri nella patria nativa di San Camillo de Lellis, culla del camillianesimo: due novizi, Antonio Ricci e Marco Specchia, hanno risposto alla chiamata di Dio e si sono impegnati a seguire Gesù Cristo nell'osservanza dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza, e secondo il carisma di San Camillo, emettendo il quarto voto del servizio dei malati, sia negli ospedali che in ogni luogo, anche a rischio della vita.

E' stato padre Emilio Blasi, Superiore provinciale dei camilliani, a celebrare la messa domenicale nella Chiesa di Sant' Urbano durante la quale Marco Specchia e Antonio Ricci hanno professato per la prima volta nell'Ordine dei Ministri degli Infermi davanti a tutta la comunità religiosa e i familiari.

«Bucchianico è stata scelta come centro di noviziato per far respirare, crescere e confermare nei giovani le emozioni sulle orme di San Camillo - ha spiegato padre Emilio Blasi- cari Antonio e Marco sentitevi affiancati e sostenuti dalla nostra preghiera e dal nostro affetto», ha aggiunto il padre superiore camilliano.

Commovente il momento in cui le mamme dei novizi si sono presentate davanti l'altare, con le vesti nere contrassegnate dalla croce rossa di San Camillo sul petto, per farle benedire e poi consegnarle ai figli che, con l'aiuto dei loro confratelli, le hanno indossate per la prima volta. «Sono emozionatissimo- ha confessato Marco Specchia, 41 anni di Roma, laureato in medicina -. La mia vocazione è arrivata ai 30 anni mentre cercavo la mia strada fra l' aeronautica e diversi lavori in cui mi buttavo per soddisfare il mio "Io" che sempre rimaneva insoddisfatto. Ricostruendo la mia vita, San Camillo è stato sempre presente e in tutte le tappe era al mio fianco che mi mandava segni». E finalmente, ieri, la prima risposta di Marco, che già oggi è a Roma per continuare gli studi di teologia e l'attività medica negli ospedali.

«La mia emozione è iniziata con gli esercizi spirituali di preparazione alla professione religiosa- ha detto Antonio Ricci, 39 anni di Castel Viscardo (Terni) -. Mi sono sempre dato verso gli altri come operatore nella cura psichiatrica, volontario Caritas, Croce Rossa e Unitalsi e quando Dio mi ha chiamato nel 2009 sono entrato in seminario per placare la mia sete». E ieri, insieme a Marco, anche Antonio ha indossato l'abito che contraddistingue i camilliani. Antonio rimarrà a Bucchianico per continuare i suoi studi. A sostenerlo nell'importante passo ieri c'erano tutta la sua famiglia e i suoi concittadini rappresentati dal sindaco Daniele Longaroni.

Debora Zappacosta