Antonio, forse il corpo trasportato in auto

Sopralluogo del Ris nella casa del pensionato a una settimana dal delitto. L’uomo potrebbe essere stato ucciso altrove
MONTEODORISIO. Le tessere del puzzle investigativo sull’omicidio di Antonio Lizzi, 69 anni, il pensionato trovato morto dieci giorni fa nella sua casa di contrada Marracola, ora ci sono tutti. I risultati del sopralluogo dei Ris arrivati ieri mattina da Roma per eseguire le analisi scientifiche nella casa della vittima, saranno messi a confronto con i risultati dell’autopsia e con i rilievi fatti dai carabinieri al cimitero. È probabile che possa esserci presto un summit per inserire nel quadro investigativo tutte le tessere mancanti. La necessità di eseguire le analisi scientifiche allunga inevitabilmente i tempi delle indagini. Le analisi dei Ris racconteranno quello che è successo dentro e fuori la casa del pensionato prima della morte. Grazie alle tracce biologiche, gli esperti dovrebbero individuare ora l’omicida e il movente.
I Ris. I carabinieri del reparto investigativo e scientifico di Tor di Quinto sono arrivati ieri a Monteodorisio poco prima di mezzogiorno supportati dalle unità Sis (Sezioni investigazioni scientifiche) specializzate nel sopralluogo sulla scena del crimine. Gli investigatori hanno eseguito controlli sia all’interno della casa di Lizzi e sia all’esterno. Gli specialisti si sono occupati di eseguire analisi su tracce biologiche (Dna) e organiche oltre che sui reperti. Hanno eseguito un sopralluogo sulla cosiddetta “scena del crimine” esaminando le macchie di sangue, ed eventuali tracce di animali per stabilire la data del decesso o se il cadavere è stato spostato dal luogo del delitto. Altri specialisti esamineranno tutte le tracce non biologiche come fibre, frammenti di vernice, liquidi di natura sconosciuta e sostanze chimiche non identificate. La sezione dattiloscopica si occuperà dell’analisi delle impronte (non solo quelle digitali).
Il mistero sul luogo dell’omicidio. Il corpo di Antonio Lizzi è stato trovato la sera del 4 febbraio all’ingresso di casa. La morte risaliva ad almeno due giorni prima. Il furgone Fiat Fiorino di Lizzi era parcheggiato all’imbocco del viale di casa ma invadeva parte della sede stradale. Un parcheggio insolito per una persona pignola e metodica come la vittima. È stato il pensionato a lasciare il furgone in quella posizione o sono stati i suoi assassini dopo aver ucciso l’uomo altrove? Lizzi potrebbe essere stato riportato nella sua casa a bordo del furgone già morto. Trascinato il corpo all’ingresso, gli assassini sono usciti in fretta lasciando le luci accese, la porta di casa socchiusa e il furgone sulla strada. È solo una delle tante ipotesi fatte da chi conosceva Antonio ed esclude che possa aver permesso a persone sconosciute di entrare a casa sua. Ipotesi che sarà accertata dagli investigatori. Gli assassini hanno forse legato e portato altrove la vittima? Questo giustificherebbe anche il fatto che nessuno dei vicini ha sentito urlare il pensionato che, invece, in base alle fratture riportate, deve avere urlato parecchio.
Il Fiat Fiorino. Anche il furgoncino è stato esaminato attentamente dagli investigatori. Tutto quello che conteneva è stato passato al setaccio, compresa la spesa che il poveretto aveva fatto in un supermercato del paese. C’è chi si chiede se gli investigatori abbiano trovato nel furgone o nel trolley i presunti risparmi che Lizzi diceva di portare sempre con sé.
Il movente. I carabinieri ritengono che l’ipotesi dell’omicidio a scopo di rapina non regga. Gli investigatori propendono più per l’ipotesi dei rancori o per un omicidio avvenuto al termine di una furiosa discussione. Ma chi in paese odiava Antonio Lizzi al punto da ucciderlo? Il pensionato non aveva un carattere facile e voleva vivere da solo difendendo anche in maniera brusca la sua privacy. Non amava ricevere visite. Anche per questo appare ancora più strano che possa aver accolto a casa l’assassino.
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